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GAFFE/ Il ministro Rotondi: Con 4mila euro al mese i deputati non navigano nell’oro

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Gianfranco Rotondi  Gianfranco Rotondi

VIVERE CON «SOLI» 4MILA EURO - Ma per Rotondi almeno due terzi di questa somma vanno in spese legate all’attività di parlamentare: «Uno che ti apre l'ufficio a Roma lo devi pagare. E devi fargli un contrattino, per quanto leggero. Un altro che ti apre l'ufficio nella città di residenza lo devi pagare», per non parlare di «un terzo che magari ti segue. Duemila euro per dormire a Roma. E poi devi mangiare: vanno via altri duemila euro». La conclusione da un punto di vista aritmetico non fa una grinza: «Per la famiglia ne restano quattromila». Tanto che Rotondi confida: «Da sempre faccio le vacanze al lido Miramare di Pineto degli Abruzzi. La casa di vacanza dei genitori. Né lussi, né cene, né vestiti. Ai tempi d'oro mettevo da parte anche la metà di quel che guadagnavo. Poi fidanzamento, matrimonio, figli e vattelapesca».

 

QUANTO PRENDE (DAVVERO) UN SENATORE - Ma quanto prende veramente di stipendio un parlamentare? Innanzitutto, l’articolo 69 della Costituzione stabilisce che «i membri del parlamento ricevono un’indennità stabilita dalla legge». La norma ha trovato attuazione nella legge che disciplina l’indennità – la n. 1261 del 31 ottobre 1965 – in cui si spiega che «l’indennità spettante ai membri del Parlamento ha lo scopo di garantire il libero svolgimento del mandato». La legge 1261 del ‘65 precisa che indennità e rimborsi spese non devono superare il «trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate».



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