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VILLA CERTOSA/ I segreti della residenza estiva di Berlusconi svelati da 800 foto

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La copertina dell'Espresso su Villa Certosa  La copertina dell'Espresso su Villa Certosa

DIVANI A FORMA DI LABBRA - La giornalista de Il Fatto Quotidiano spiega che ciò che si vede è «una sorta di bunker ricco di elementi architettonici che fanno tornare alla memoria la grande passione di Berlusconi per la simbologia o meglio, per la massoneria. Una passione nata negli anni Settanta, quando il futuro premier si iscrive alla Loggia P2 con la tessera numero 1816 e viene iniziato, stando ai racconti del Venerabile Maestro, Licio Gelli, “con la cerimonia della spada”». Il soffitto dell’edificio, che riproduce il cielo stellato, è sostenuto da otto colonne intervallate da pareti che ospitano 12 nicchie. Al loro interno ampolle e bottiglie per un totale di 26 anfore. E ciascuna ha un’iscrizione in latino che ne indica il contenuto. Per Il Fatto Quotidiano, «le foto paiono confermare quello che numerosi osservatori hanno sempre affermato su Villa La Certosa, ossia che Berlusconi – e con lui l’architetto Gianni Gamondi - abbiano sin dall’inizio concepito la residenza sarda come un luogo iniziatico». Ma dalle foto si noterebbe anche, almeno secondo chi le ha viste, una certa insistenza sull’elemento erotico e sui doppi sensi a sfondo sessuale. Tra gli elementi «rivelatori», quantomeno secondo lo sguardo piuttosto malizioso della cronista de Il Fatto Quotidiano, i colori rosa shocking, i tubi fluorescenti, il divano a forma di labbra e il grande letto matrimoniale fucsia sormontato da quindici cuscini. Ma ai presunti simboli massonici di Villa Certosa era già stato dedicato un articolo de L’Espresso.



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