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SOCIAL NETWORK/ Facebook salva la vita a un bambino con una malattia rara

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La pagina su Facebook di Deborah Copaken Kogan  La pagina su Facebook di Deborah Copaken Kogan

LA DIAGNOSI CORRETTA - In meno di un’ora, tre dei suoi amici su Facebook l’hanno contattata e hanno identificato correttamente la malattia del bambino, cioè la sindrome di Kawasaki. La signora Kogan ricorda che la sua amica Stephanie l’ha chiamata e le ha detto: «Spero che mi scuserai se quanto sto per dirti ti urterà, ma devi portarlo in ospedale al più presto». Secondo la Cbs, il figlio di Stephanie, che in passato ha avuto gli stessi sintomi, alcuni anni prima era stato ricoverato per la sindrome di Kawasaki. Si tratta di una malattia rara che colpisce i bambini, causando rigonfiamenti delle arterie in tutto il corpo, incluse le coronarie che pompano sangue al cuore. E più si aspetta a intervenire, più la sindrome causa danni permanenti ai pazienti. Kogan non voleva apparire troppo allarmista ma, come scrive il New York Daily News, quando le analisi per la scarlattina hanno dato esito negativo, ha deciso di portare di corsa il figlio in ospedale. E qui, racconta la madre, è stato «curato, poi dimesso, curato per la seconda volta e quindi ancora dimesso» per la sindrome di Kawasaki e per i conseguenti danni al fegato. Ora il bambino ha ancora un cuore più grande del normale, e probabilmente dovrà sottoporsi a ecocardiogrammi per il resto della vita. Ma ha evitato dei rischi ben peggiori, tanto che Kogan ha scritto che sarà grata per tutta la vita per avere evitato il peggio. Come dichiarato dalla mamma al New York Daily News, «Facebook si è trasformato dall’inconsapevole salvatore del mio bambino allo strumento più prezioso nel mio arsenale».



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