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ATTENTATI OSLO/ Quel bambino di 11 anni risparmiato da Breivik

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GRAZIATO DAL MOSTRO  - Adrian si trova in un letto d’ospedale, con una spalla a pezzi (pare, del resto, che Breivik abbia usato pallottole esplosive per no dare scampo alle vittime). Dopo esser stato colpito, aveva tentato di allontanarsi dall’isola a nuoto, usando un solo braccio. Perdeva molto sangue, il tragitto fino a riva era troppo lungo, e aveva capito che sarebbe morto. Era tornato indietro, conscio del destino che lo stesse attendendo. Che, puntuale e spietato, si è presentato una volta giunto a riva. «Mi sono trovato faccia a faccia con Breivik. L'ho guardato negli occhi, implorando che non mi uccidesse». Il criminale, gli ha voltato le spalle e se n’è andato.

IL BAMBINO - Mentre Adrian si fingeva morto, gli si è avvicinato un bambino di undici anni. Gli ha detto che Breivik gli ha ucciso il padre. Breivik, a quel punto, lo ha sentito, è tornato indietro e, come con tutte le altre vittime, gli ha puntato contro il mitra. Stava per premere il grilletto, quanto il bambino, piangendo, gil ha chiesto: «Non ti sembra di averne uccisi già abbastanza? Hai ammazzato mio padre e allora risparmia almeno me che sono soltanto un bambino». 



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