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SOPRAVVISSUTI/ Spade ficcate in fronte, chiodi nel cranio, forbici in pancia e tutti gli altri reduci "improbabili"

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Neanche fosse un cartone animato, dove è impossibile morire o farsi male sul serio; un ragazzino cinese, Zhang Bin, sta scherzando a casa sua con tre amici. Uno di loro ha portato con sé una spada. Ad un certo punto, in un modo che Zhang non ricorda e non riesce a spiegarsi, si ritrova con la spada piantata nel cranio, sulla fronte. A 5 centimetri di profondità. I medici dell’ospedale locale si rendono conto che non riescono a curarlo – perché, evidentemente, era sopravvissuto – e si decide di portalo presso un ospedale della provincia di Changsha. C’è un grosso inconveniente:il 15enne deve sopportare in quelle condizioni 4 ore di automobile. I dolori sono fortissimi, e perde molto sangue. Tuttavia, giunge al centro in tempo. E, dopo un’operazione di 4 ore, i medici estraggono l’arma. La lama, fortunatamente, non aveva toccato alcun nervo importante né le arterie del cranio. E il ragazzo sembra che si rimetterà completamente. Un caso  eclatante, miracoloso, e improbabile. Ma non così eccezionale come si sarebbe portati a pensare. Di casi di cronaca del genere, infatti, ce ne sono eccome, rispetto ad alcuni, quello del giovane cinese, appare quasi come banale routine.

LA FRECCIA NEL CRANIO - Nel ’92 Arthur Ekvalla rischiò di essere ucciso dal compagno di stanza, in un modo decisamente originale. Si svegliò con un fortissimo dolore alla testa, e vide l’amico che stava ricaricando un arco. Riuscì, nonostante il dolore, a strapparglielo e metterlo in fuga. Lo stava ricaricando, perché una freccia l’aveva già scoccata. Si trovava nella testa di Arthur, che riuscì ad arrivare all’ospedale aiutato dalla polizia, con l’arma che gli trapassava la testa – entrata dalla base del collo e uscita dalla testa – ma che non aveva intaccato zone vitali.



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