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SOPRAVVISSUTI/ Spade ficcate in fronte, chiodi nel cranio, forbici in pancia e tutti gli altri reduci "improbabili"

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UNA LAMA DI 13 NEL CRANIO – Un atto eroico che avrebbe potuto costargli la vita. Un ragazzo di 15 anni, nel 2008, in Inghilterra, era intervenuto, con due amici, per sventare uno scippo su un bus di Walworth, nel sud di Londra. La reazione del rapinatore era stata di una brutalità impressionante, e lo aveva colpito con un coltello da cucina. Il suo intento, evidentemente, era quello di uccidere. Il 15enne, infatti, è arrivato in ospedale con la lama di 13 centimetri penetrata in profondità nel cranio. Si era fermata poco sopra l’occhio, ma non aveva leso parti vitali. I medici dissero che se i suoi amici avessero provato a estrarre l’arma, sarebbe morto all’istante.

CON UN PROIETTILE IN TESTA, SI PREPARA IL TE’ - Nel 2009 un uomo sparò alla moglie, Tammy Sexton, 47 anni, del Missisipi, alla testa. Poi, si tolse la vita. Giunto sul posto, lo sceriffo trovò la donna, in cucina, che si stava preparando il tè. «Quando sono arrivato la signora si teneva uno straccio in testa per tamponare la ferita. Era cosciente, anche se un po' confusa su quello che era appena accaduto. E si stava facendo un tè», raccontò lo sceriffo Mike Byrd. Trasportata in elicottero in ospedale, i medici capirono che era sopravvissuta perché il proiettile le era entrato dalla fronte e uscito dalla nuca senza colpire arterie o punti vitali.

 

 



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