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FALSI INVALIDI/ 1 su 4 non ha diritto alla pensione. Ma quanto ci costano?

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IL GIRO DI VITE SUI FALSI INVALIDI - Nel 2010 l’Inps ha revocato una pensione di invalidità su 4 circa, il 23 per cento per l’esattezza di quelle controllate, (sono stati 100mila i controlli su un totale di 2,9 pensioni erogate). Nel 2009 erano state l’11 per cento. Nel 2012 si arriverà ad aver effettuato 800mila controlli. Non sempre, aveva sottolineato il presidente dell’Istituto di previdenza, Antonio Mastrapasqua si tratta di truffatori. Spesso vi è uno scarso affinamento del campione da controllare. Per ricevere l’assegno, bisogna avere almeno un’invalidità del 74 per cento, e capita che la patologia che ha fatto raggiungere o superare la soglia sia stata curata a guarita. In ogni caso, l’obiettivo è quello di «eliminare le prestazioni ingiustificate e fare “opera di deterrenza”, cioè spaventare chi vuol fare il furbo».

LA CLASSIFICA DELLE REGIONI - A prescindere dalla distinzione tra chi ha voluto fare il furbo e chi no, è evidente che le prestazioni erogate siano molte più del necessario. Con l’eccedenza macroscopica di alcune regioni. Basti pensare che, in Sardegna è stata revocata più una pensione su due, in Umbria le percentuali sono simili. La maglia nera, quindi, spetta alla Sardegna (53%), seguita da Umbria (47%), Campania (43%), Sicilia (42%) e Calabria (35%).  Per quanto riguarda le provincie, invece, a Sassari si è arrivati addirittura al 76% di pensioni ritirate. Seguono Cagliari (64%), Napoli (55%), (Perugia il 53%), Benevento (52%). Dati confortanti a Milano, dove su 2.532 verifiche si le revoche sono state 85 (3%) .



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