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CIBO SPAZZATURA/ In Ungheria si combatte con una tassa

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La lotta all'obesità in Ungheria (Fotolia)  La lotta all'obesità in Ungheria (Fotolia)

Si è schierata anche l’associazione che riunisce i marchi dei prodotti più rappresentativi dell’Ungheria, la Magyar Márkaszövetség, annunciando il grave rischio di vedere sfumare numerosi posti di lavoro. Simile giudizio espresso dall’associazione dei commercianti, secondo cui le attività del mercato nero e del consumo illegale di prodotti potrebbero uscirne incentivate. Ma il ministro della Sanità ungherese è deciso a continuare la sua battaglia: “Chi si rovina con un'alimentazione malsana dovrà contribuire in maggiore misura al finanziamento del sistema sanitario”, ha dichiarato. Ma ecco nel dettaglio le caratteristiche della nuova imposta, che potrebbe entrare in vigore già dal primo settembre prossimo: il costo delle bevande zuccherate con un contenuto di frutta inferiore al 25% o con un contenuto di zucchero superiore agli otto grammi per 100 ml, verrà aumentato di cinque fiorini, mentre saranno cento i fiorini in più per ogni chilogrammo di dolciumi preconfezionati. Duecento fiorini extra sono invece previsti per ogni chilogrammo di aromi alimentari, mentre snack colpiti dalla tassa saranno quelli con oltre un 1 grammo di sale per 100 grammi di salatini. La tassa prevede però delle esenzioni, infatti non verrà pagata dalle aziende che, in termini di vendita annuale, non superano i cinquanta chilogrammi o i cinquanta chili di prodotti in teoria soggetti all’imposta. Sono quindi esclusi per esempio prodotti come i cibi, le salse e altri alimenti per i bambini.



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