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CIBO SPAZZATURA/ In Ungheria si combatte con una tassa

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La lotta all'obesità in Ungheria (Fotolia)  La lotta all'obesità in Ungheria (Fotolia)

Guerra dichiarata quindi a obesità e malattie cardiovascolari soprattutto tra i più giovani che, con questa manovra, almeno secondo le autorità, dovrebbero diminuire l’acquisto di cibo “spazzatura”. Il Parlamento ha già detto sì, attraverso la votazione che ha visto 256 voti favorevoli, 54 contrari e 36 astenuti e, insieme ad altri provvedimenti, lo scopo finale è arrivare a una riduzione del deficit di bilancio al 2,2% del prodotto interno lordo. Anche negli Stati Uniti, più della metà dei cittadini si è detta favorevole a una tassa sul “junk food”, come patatine fritte, dolciumi ripieni delle più grasse creme e giganteschi hamburger. Il 53% delle persone che hanno partecipato a un sondaggio pubblicato sul Los Angeles Times ha risposto nello stesso modo anche per quanto riguarda le bibite gassate e le varie salse. L’obesità negli Stati Uniti si sta sempre di più dimostrando una vera e propria calamità: ogni anno sono circa 100 mila le vittime di questa malattia, che costa alla Sanità americana circa 200 miliardi di dollari. Anche l’Urban Institute di Washington si schiera con i cittadini americani, ritenendo realmente necessaria questa tassa sul cibo spazzatura, che può portare a malattie cardiocircolatorie, ictus, problemi alle articolazioni e diabete.  



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