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SPOILER/ Lo studio: film e libri si gustano di più sapendo il finale

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L'ESPERIMENTO - I due ricercatori hanno dato ad alcuni studenti volontari 12 storie - suddivise in tre generi diversi - di autori come John Updike, Roald Dahl e Agatha Christie, Anton Cechov e Raymond Carver. Ogni racconto è stato fatto leggere ad una trentina di persone, nessuna delle quali, ovviamente, lo aveva mai letto. Alcune storie erano state modificate. Alcuni dei partecipanti all’esperimento hanno ricevuto delle versioni in cui lo spoiler era stato inserito in un paragrafo all’inizio, altri in un paragrafo a parte, altri ancora hanno fruito del racconto originale senza spoiler.

I RISULTATI - Il risultato é stato sorprendente. La maggioranza dei lettori ha gradito di più i racconti di cui conosceva la conclusione, anche quanto si trattava della risoluzione di un omicidio particolarmente intricato o di un capovolgimento delle premesse iniziali. Un risultato che ha sorpreso gli stessi autori della ricerca (che sarà pubblicata su Psychological Science). A cui, tuttavia, non hanno mancato di dare una spiegazione. Christenfeld e Leavitt, infatti, si sono convinti che si può essere più propensi a godere di una narrazione se liberati dall’ansia provocata dall’impazienza di sapere chi è l’assassino, o se la storia d’amore tra i due protagonisti avrà un lieto fine. In fondo, secondo Christenfeld, «la trama non è nient’altro che un pretesto; ciò di cui si gode è del valore di una buona scrittura». Del resto, hanno sottolineato i ricercatori, chi non ha mai provato l’ebbrezza di leggere per la seconda volta un libro o riguardare un film?



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