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CRISTIANO DI PIETRO/ Il figlio dell'ex magistrato si candida alle Regionali: un altro "caso Trota"?

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Al centro della foto: Cristiano Di Pietro, foto Ansa  Al centro della foto: Cristiano Di Pietro, foto Ansa

UN ALTRO TROTA - Cristiano Di Pietro come Renzo Bossi? In realtà, il Trota, soprannome coniato dallo stesso padre Umberto, ha avuto un unico possibile favoreggiamento, quello di essere inserito nelle liste della Lega in vista delle ultime elezioni regionali, a fronte di capacità ritenute molto scarse (e non solo come politico). Il giovane leghista fece il pieno di preferenze entrando alla grande in regione Lombardia. Qualcuno poi sorrise della sua nonnina a responsabile media della Lega, data una sua certa incapacità proprio nel comunicare, almeno secondo i più maliziosi. La storia di Cristiano Di Pietro è però diversa. Si sta parlando di lui in questi giorni per la decisione di inserirlo nelle liste dell'Italia dei valori per le prossime elezioni regionali in Molise, regione da cui proviene la famiglia Di Pietro. Cristiano però non è al suo esordio in politica. Era già consigliere comunale a Montenero di Bisaccia e poi provinciale a Campobasso. E proprio in questi ruoli, il giovane Di Pietro fu coinvolto nel 2008 in una inchiesta che lo costrinse in seguito a dare le dimissioni. Era l'inchiesta "Global Service", in cui Cristiano fu coinvolto per presunte raccomandazioni. Intercettazioni telefoniche infatti lo inchiodavano apparentemente a raccomandazioni da parte sua nei confronti dell'ex provveditore alle opere pubbliche di Campania e Molise. Cristiano, insomma, chiedeva di far assumere suoi amici. Scoppiò immediatamente un caso Di Pietro, con il centro destra a cui non sembrava vero di poter mettere sotto accusa proprio quell'uomo che da sempre accusava proprio il centro destra di corruzione e quant'altro, e cioè Antonio Di Pietro. Il quale si difese dicendo che la magistratura doveva fare il suo corso anch ein incasso come questo. Maurizio Gasparri addirittura commentò: "Se Cristiano resta in campo, avremo un argomento da usare contro suo padre per i prossimi dieci anni". Cristiano invece non rimase in campo. Ai primi del 2009 con una lettera diede le dimissioni da ogni suo ruolo, come amministratore e come membro del partito. Il padre lodò la scelta, anche se, disse, non ce n'era il bisogno. Aggiunse anche il figlio si era solo dato da fare affinché giovani molisani trovassero lavoro, un'opera dunque meritevole.




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