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CRISTIANO DI PIETRO/ Il figlio dell'ex magistrato si candida alle Regionali: un altro "caso Trota"?

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Al centro della foto: Cristiano Di Pietro, foto Ansa  Al centro della foto: Cristiano Di Pietro, foto Ansa

E' già stato soprannominato "il Trota" dell'Italia dei Valori: Cristiano, figlio di Antonio Di Pietro, come il figlio di Umberto Bossi? In realtà non è il suo esordio in politica


FIGLI E NIPOTI - Il paragone scatta immediato: per i maligni, Cristiano Di Pietro non è altro che il "Trota" dell'Idv. Come Renzo Bossi, figlio del senatùr, anche il figlio di Antonio Di Pietro sarebbe solo un nuovo caso di nepotismo, di sponsorizzazione nei confronti di familiari per entrare in politica. In realtà le due storie sono piuttosto diverse, ma è un dato di fatto che certo nepotismo, in politica, è una delle tante anomalie tipiche del nostro Paese. Dai tempi medievali, in cui anche alcuni Papi raccomandavano e avviavano nipoti e anche figli illegittimi nella carriera ecclesiale, il nepotismo ha messo radici. In realtà non è solo un fenomeno italiano. Casi celebri di nepotismo, almeno secondo certi critici, sono stati quelli della famiglia Kennedy in America e quello della famiglia Bush. In Inghilterra poi si usa una espressione diventata di uso comune per indicare il fenomeno: "Bob è tuo zio". La frase fa riferimento al caso del Primo ministro Lord Robert Salisbury che nominò un suo nipote, Arthur Balfour, a un incarico governativo importante. In Cina invece il nepotismo è visto favorevolmente come un buon sistema per essere assunti nei posti di lavoro. Il record in fatto di nepotismo lo detiene il Presidente delle Maldive: nel suo governo ci sono infatti ben undici tra parenti e amici stretti. In tempi recenti, nel nostro Paese, hanno fatto parlare di sé i casi del figlio della compagna dell'ex ministro dei beni culturali Sandro Bondi, Fabrizio Indaco, uno studente di architettura fuori corso di cinque anni, assunto alla direzione generale del cinema. la madre, Manuela Repetti, peraltro, è deputato del Pdl. Polemiche anche per l'assunzione all'Ama del comune di Roma di Franco Panzironi, genero del sindaco capitolino Alemanno. Qualcuno ha mal visto anche l'assunzione da parte del ministro al turismo Vittoria Brambilla di due suoi ex collaboratori dei tempi di quando lavoravano insieme in televisione.



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