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INGHILTERRA/ Paziente malato di cancro si offre volontario come “cavia umana”

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UNITA’ SPERIMENTALE - Il Royal Marsden in particolare è l’unico ad avere un’unità di sviluppo dei medicinali integrata nell’ospedale, per consentire ai pazienti che hanno esaurito le possibilità di guarire con i farmaci tradizionali di prendere parte alle sperimentazioni nel corso delle quali possono ricevere gli ultimi ritrovati della ricerca. Le vecchie medicine funzionavano del resto solo per un terzo dei pazienti, perché ogni caso di tumore è diverso dagli altri. Le nuove terapie hanno quindi una percentuale di successo più elevata, in quanto sono testati per particolari muttazioni genetiche e mirati a piccoli gruppi di pazienti selezionati. Sarah Stapleton, che gestisce l’unità del Marsden, ha dichiarato al Guardian: “I pazienti avevano esaurito le possibilità di guarigione con le terapie standard ed è stata offerta loro la possibilità di una sperimentazione volontaria con farmaci mirati al loro singolo caso”.

 

Per i volontari con forme di cancro avanzate, queste medicine sperimentali sono la loro ultima possibilità, ma Stapleton e i medici devono essere molto prudenti nello spiegare loro quali sono speranze e controindicazioni. Come osserva sempre Stapleton, “dobbiamo essere molto onesti su ciò che stiamo offrendo ai nostri pazienti. Ci sono numerose considerazioni etiche di cui tenere conto per un paziente che entra a far parte di una sperimentazione. Queste terapie sono a uno stadio veramente iniziale. Il rischio è che non producano alcun effetto, o che non siano sufficienti, ma anche che possano causare più problemi in termini di effetti collaterali di quelli che i pazienti hanno già. Tutto sta nello spiegare che non si tratta di farmaci miracolosi. A volte questo è ciò che si aspettano le persone, , ma non è ciò che possiamo offrire loro”.

 

(Pietro Vernizzi)



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