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LA SCOPERTA/ E’ il clima a scatenare le guerre, lo rivela una ricerca Usa

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La guerra in Libia  La guerra in Libia

IL CALDO RENDE PIU’ “CATTIVI” - Le cifre dei ricercatori suggeriscono inoltre che ben un quinto dei conflitti interni è stato influenzato da El Nino. Nonostante il suo nome provenga dal fatto che El Nino fa sentire i suoi effetti in Sud America soprattutto attorno al periodo di Natale, il fenomeno inizia a essere percepito già da aprile o maggio. E’ ragionevole quindi aspettarsi gli effetti di El Nino soprattutto nella seconda parte dell’anno. E non a caso l’inizio dei conflitti negli anni di El Nino è avvenuto sempre piuttosto tardi, con un picco tra settembre e novembre. Non c’è invece alcun picco del genere negli anni de La Nina, e neppure nei Paesi dove non arriva la perturbazione tropicale. Un altro elemento interessante è che più poveri sono i Paesi e più forti sono le probabilità che un conflitto interno sia legato a El Nino. Secondo The Economist “la correlazione sembra essere rubusta, così come l’effetto causale”. I fattori in gioco sono del resto molteplici. I raccolti poveri, provocati spesso da El Nino, possono rendere più economico arruolare dei ribelli, in quanto c’è un mercato del lavoro più stagnante. E questo può innalzare le tensioni tra le persone sia nelle città sia nelle campagne. Possono inoltre ridurre l’abilità dei governi di fornire sovvenzioni alle persone per convincerle a restarsene tranquille. Il tempo più caldo può inoltre rendere più probabili alcune forme di combattimento. Nel baseball si è scoperto che la percentuale di risse tra i giocatori cresce proporzionalmente con la temperatura. E questo avviene anche su scala più globale, nello scatenarsi dei conflitti.

 

(Pietro Vernizzi)

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