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ROMA/ Fontana in vendita, contattare Sgarbi: la burla in piazza Repubblica

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La Fontana delle Naiadi  La Fontana delle Naiadi

NAIADI LASCIVE - Uno spruzzo costante era indirizzato sulle statue, bagnandole di continuo, mentre la vasca centrale aveva cinque zampilli centrali più una serie di altri indirizzati dal bordo verso l’interno. Il monumento inoltre era attorniato da una cancellata. La nudità delle figure, in posizione lasciva e sensuale, e risplendenti in quanto sempre bagnate dall’acqua, fu giudicato uno scandalo dai conservatori dell’epoca. In attesa di decidere il da farsi, il Comune decise quindi di circondare il complesso con uno steccato di legno. Ma questo rese il monumento ancora più interessante e scandaloso. I giovani romani continuavano a recarsi alla cancellata per vedere le figure nude tra le fessure. Il dibattito fra tradizionalisti e liberali si fece sempre più acceso, ma alla fine il Comune decise di schierarsi dalla parte di questi ultimi. Non solo non fece distruggere le Naiadi, ma quando il 10 febbraio 1901 si scatenò una sollevazione popolare lasciò che i romani abbattessero la palizzata. Allo scultore che aveva realizzato la fontana fu commissionata la decorazione per il gruppo centrale del monumento. L’artista optò per tre tritoni, un delfino e un grosso polipo, raffigurati mentre lottano tra loro. Quando nel 1911 furono collocati in cima alla fontana, le reazioni furono negative e i romani li definirono "il fritto misto di Termini". Venne presto rimosso[4], e si chiese all'artista di realizzare nuove figure. Nel 1912, finalmente, la fontana assunse l'aspetto definitivo che conserva ancora oggi, con la sistemazione, al centro, del gruppo del Glauco, una figura maschile nuda che afferra un delfino, simboleggiante il dominio dell'uomo sulla forza naturale, dalla cui bocca esce lo zampillo centrale.

 

(Pietro Vernizzi)

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