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COSTE SOMMERSE/ Oltre a Venezia, in Italia ci sono 33 punti a rischio

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I SITI SOMMERSI - Veniamo alle zone destinate ad andare sott’acqua. C’è la Toscana, anzitutto e, in particolare, la Versilia, il delta dell’Ombrone e la laguna di Orbetello. L’innalzamento delle acque potrà andare da un minimo di 20 centimetri ad un massimo di 143 centimetri. Anche la foce del Tevere è a rischio, come le aree basse pontine bonificate nel secolo scorso. Tutte le zone del delta del Po potrebbero subire un incremento che va dai 31 ai 153 centimetri. Stessa sorte per il 50 per cento delle coste marchigiane, per il 60 per cento di quelle abruzzesi  e per Lesina e Manfredonia, in Puglia. Anche Cagliari e Catania dovranno fronteggiare l’avanzamento del Mediterraneo. Di quest’ultima, è a rischio la piana sulla quale si trovano un aeroporto e un porto. Sono circondate anche la Campania e la Sardegna. E, infine, come già anticipato, e come è noto, c’è Venezia. La città lagunare potrà perire sommersa da un metro e mezzo d’acqua.

I COLPEVOLI - L’inabissamento delle terre ha dei responsabili più o meno accertati.  Il primo colpevole è l’erosione delle coste. Il complice potrebbe essere l’uomo. I ricercatori, infatti, hanno calcolato che l’inizio dell’innalzamento delle acque ha avuto origine 150 anni fa. Guarda caso, in coincidenza con l’avvento dell’era industriale. Difficile dimostrare con assoluta certezza che l’attività antropica, effettivamente, abbia influito. Tuttavia, i sospetti sono molto forti. Ci sono, poi, altre tre cause, questa volta conclamate: «la risposta del mare dal termine dell’ultimo massimo glaciale; i più recenti cambiamenti nel volume del mare per l’espansione derivante dal riscaldamento delle acque; i movimenti verticali del terreno lungo le coste, inclusa la subsidenza», spiega Anzidei.

 



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