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LA STORIA/ Partorisce in aereo: la nazionalità del neonato diventa un caso

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Un aereo delle Philippine Airlines  Un aereo delle Philippine Airlines

Una donna filippina ha partorito in aereo sul volo PR104 tra Manila e San Francisco, scatenando così una querelle su quale debba essere la nazionalità del neonato.

 

FIOCCO AZZURRO IN AEREO - Tutto è iniziato da un annuncio inusuale da parte dell’equipaggio: “Ci sono medici o infermiere a bordo?”. Come scrive una giornalista del quotidiano filippino Enquirer Global Nation, Lourdes Santos Tancinco, che si trovava sul velivolo, dopo 15 minuti il commissario di bordo ha spiegato a tutti i passeggeri dagli altoparlanti che era appena nato un maschietto di nome Kevin. Subito è partito un applauso liberatorio. Dopo l’atterraggio il personale paramedico ha fatto salire la madre e il neonato sull’ambulanza e li ha portati al Mills Peninsula Hospital di Burlingame, in California.

 

IL RACCONTO DELLA MADRE - La donna, Aida Alamillo, si era recata per la prima volta nella sua vita negli Stati Uniti, portando con sé un altro bambino. L’immigrata è in possesso di una green card, cioè del permesso illimitato di soggiorno che gli Usa rilasciano agli stranieri in alcuni casi particolari. Come rivelato all’Enquirer Global Nation, Alamillo avrebbe dovuto partorire una settimana più tardi, e i suoi medici le avevano assicurato che il viaggio fino a San Francisco non le avrebbe procurato nessun problema. Sottoscrivendo anche un certificato che Aida ha presentato alle Philippine Airlines, che l’hanno così lasciata salire a bordo senza problemi.

 

LA CITTADINANZA DEL NEONATO - Ma qual è l’effettiva cittadinanza del neonato che ha visto la luce durante il volo? Da un punto di vista strettamente legale il piccolo Kevin non è un cittadino americano. Il 14esimo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti garantisce la cittadinanza a tutte le persone nate sul suolo Usa, inclusi quelli venuti al mondo su aeroplani in volo sopra o tra due città del Paese a stelle e strisce. Per il diritto internazionale, i limiti della sovranità di un Paese sul corrispettivo spazio aereo corrispondono all’estensione delle sue acque territoriali. Per gli Usa, queste arrivano a 22 chilometri dalla costa. Ma poiché il bambino è nato a metà strada tra Manila e San Francisco, molto lontano dallo spazio aereo Usa, non può essere considerato un cittadino americano al momento della nascita. In questo caso è la nazionalità del genitore a determinare quella del figlio: il piccolo Kevin quindi è un cittadino delle Filippine.



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