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CETTO LA QUALUNQUE/ L’originale? E’ Aldo Ubaldo Biondi, sindaco di Catenanuova (Video)

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Il sindaco di Catenanuova con Povia  Il sindaco di Catenanuova con Povia

Cetto La qualunque, il popolare personaggio creato e interpretato da Antonio Albanese, esiste sul serio. O, almeno, pare che esista un politico con tutte le caratteristiche in regola per far credere seriamente che il comico vi abbia trovato ispirazione. Si tratta dei sindaco di Catenanuova, in provincia di Enna. Si chiama Aldo Ubaldo Biondi e, sul web, è già diventato un mito. La telecamera amatoriale di una persona che ha assistito ad un suo discorso ne ha immortalato una delle migliori performance per poi riproporle in rete, postando il filmato su Youtube. Povia si è appena esibito in un concerto, di fronte alla cittadina, e il primo cittadino è sul palco assieme a lui. Di fronte alla piazza, non riesce a contenersi e, per ringraziare l’artista, si prodiga in un profluvio di errori grammaticali, distorsioni dialettali, fanfaronate, iperboli e sparate grottesche. Un vero e proprio comico. Involontario.

Povia, accanto a lui sul palco, non crede ai propri occhi e alle proprie orecchie. A stento trattiene le risate. Anzi, dopo alcuni secondi, non ci prova neanche più. Tutti sul palco ridono, mentre la folla finge compiacimento e acclama le sortite del sindaco con urla da stadio. Dopo i ringraziamenti di rito, Biondi ricorda: «Credo che tanta gente non si vedeva dal 1988 quando è venuto Albano e Romina Power», Fin qui, salvo lo svarione grammaticale, i toni son contenuti.  Pochi secondi dopo,  i decibel salgono: «Io sono molto contento come sindaco. Se dovrei usare un termine calcistico, dico che la partita si è chiusa tre a zero! Contro chi pensava che questo artista avesse fatto un bleffe!». Ormai paonazzo in volto, il sindaco continua la sua arringa, urlando: «E come amministratore e come sindaco, se devo usare un termine giuridico, siamo stati assolti a formula piena!». Dopo i ringraziamenti di rito, quelli al rito: «Devo ringraziare il parroco, il comitato religioso, il comitato di religioso». E – qui il volume sale di parecchi decibel - «la Misericordia! Che non l’ho citata ma è nel mio cuore!».  L’attacco, infine, ai suoi detrattori: «La festa è un grande momento ci socializzazione, di cultura. Di Economia! Chi è contro le feste è uno stupido. E non capisce un c…». A quel punto, Povia, perché il comizio improvvisato si concluda nel migliore dei modi, suggerisce nell’orecchio al sindaco: «Evviva u pilu!». E il sindaco ripete: «Evviva u pilu!».



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