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LA SAPIENZA/ Nel test d’ammissione un quesito sulla “grattachecca di Sora Maria”

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La grattachecca non va confusa con la granita  La grattachecca non va confusa con la granita

A fianco delle usuali domande di cultura generale, biologia, chimica e scienze della terra, un quesito veramente stravagante ha lasciato allibite le aspiranti matricole dell’Università la Sapienza: la grattachecca

 

SEXGATE E PETER PAN - Tra l’altro, anche le altre domande del test di ammissione non erano esattamente di impronta classica. Tra le altre c’erano quelle sul Codice Da Vinci di Dan Brown, sul sexgate che ha coinvolto Bill Clinton e Monica Lewinsky, il personaggio di Peter Pan e i successi di Vasco Rossi. Unica domanda che riguardava effettivamente la cultura generale, quella sulla Gioconda, mentre ha lasciato in parte spiazzati gli studenti anche quella su Mussolini prigioniero sull'isola di Ponza. Ma la domanda sulla gratta checca ha lasciato veramente di stucco gli studenti che venivano da altre regioni italiane, e che non avevano mai avuto la fortuna di assaggiare le granite del locale romano.

 

PROTESTE SU FACEBOOK - Tanto che su Facebook si sono scatenati i commenti. Uno studente osservava indignato: “E' assurdo che mettano una domanda del genere in un test di medicina! Non è cultura generale... non posso essere giudicato in base alla mia conoscenza dei paninari e grattacheccari di Roma!!!". "Ma poi quale erano i gusti tipici???", si chiedeva un altro ragazzo. "Era Limoneeeeee!!!", la risposta, evidentemente di un candidato romano.


L’ORIGINE DELLA GRATTACHECCA - Come sottolineava un altro studente su Facebook, "l'ho pensato anch'io che è un'ingiustizia. Pensa che non so manco cos'è Sora Maria... dopo me lo hanno spiegato delle ragazze romane...". E del resto chi vive nella Capitale non può non saperlo, perché la grattachecca è un alimento rinfrescante tipico di Roma. Il suo ingrediente base è il ghiaccio grattato, cui si aggiungono quindi uno o più sciroppi o succhi di frutta. La parola «checca» non deve però trarre in inganno. A Roma, fino alla fine degli anni ‘50, era utilizzata per il blocco di ghiaccio che teneva i cibi in freddo nelle famose “ghiacciaie”. I blocchi di ghiaccio erano consegnati in un primo momento con dei carretti, e in seguito con dei camion refrigerati. “L’uomo del ghiaccio” quindi se ne metteva sulle spalle uno alla volta, e li consegnava di casa in casa. Grattando la checca si preparava il famoso alimento, da cui il termine grattachecca. Che quindi è diversa dalla granita, che proviene dalla Sicilia e che è realizzata con acqua e sciroppo fatti congelare. Mentre la grattachecca è composta da ghiaccio grattato da un unico blocco di grandi dimensioni, anche fino a un metro di lunghezza. Fino ad alcuni decenni fa la grattachecca era molto diffusa nei mesi estivi in tutta la Capitale. A Roma restano solo pochi locali che la preparano ancora utilizzando il ghiaccio grattato da un singolo blocco e non con cubetti tritati, e tra questi c’è appunto quello di Sora Maria.



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