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PROFEZIA MAYA/ Un fantasy per riflettere sul senso del tempo e della vita

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La Discesa dei Luminosi  La Discesa dei Luminosi
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Ilenia: Io ho sempre amato le opere sulla mitologia, sia classica sia norrena (il Canto dei Nibelunghi, per esempio). Alcune suggestioni sono entrate nel romanzo, così come mi ha influenzato il mondo degli elfi del Signore degli Anelli. Per la storia d’amore tra Jude e Viola, invece, personalmente ho voluto giocare sulla delicatezza, sull’attesa, perché non mi piacciono i sentimenti “gridati”, esasperati e frettolosi. Per descrivere le emozioni non servono tante parole.
Francesca: Devo molto ai libri della saga di Dragonlance, scritta da Weiss e Hickmann, che hanno contribuito alla mia formazione fantasy.

Chi è, secondo voi, il pubblico che apprezza questo romanzo? Che età ha? Che gusti?
Ilenia e Francesca: La discesa dei Luminosi è pensato principalmente per un pubblico Young Adult che abbia voglia di leggere qualcosa di nuovo, di diverso dai soliti romanzi americani. Ma stiamo scoprendo con gioia che l’elemento archeologico, la trama giocata sul mistero e il legame con l’attualità attirano i consensi dei lettori di ogni età, interessati a una storia avventurosa che invita a riflettere sui temi importanti, come la morte e l’immortalità, il rapporto figli/genitori, l’amore in tutte le sue forme.

C’è nel vostro romanzo qualche aspetto tipicamente italiano, che lo distingua da romanzi stranieri dello stesso genere?
Ilenia: Abbiamo curato molto l’ambientazione, cercando di restituire l’amore che ci lega a Venezia e alla Toscana, posti unici al mondo, che conosciamo bene e che abbiamo voluto esaltare nella nostra storia. Inoltre, credo che il legame che noi italiani abbiamo con il passato, con la mitologia classica, sia molto profondo: nel libro abbiamo provato a rielaborarla in modo nuovo, ispirandoci ai nostri studi di storia e di letteratura.
Francesca: Spesso gli autori anglosassoni attingono al mondo classico, tentando di sfruttarne il fascino e la seduzione. Credo però che il lettore sia in grado di capire se un autore padroneggia davvero la materia, o se la sua conoscenza è superficiale. Noi amiamo molto la mitologia, gli archetipi, e i nostri studi sono sempre andati in tale direzione. In questo, penso, siamo davvero “italiane”.

Qual è il messaggio profondo del vostro racconto?



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