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29 FEBBRAIO 2012/ Siamo in un anno bisestile. Ma cosa significa?

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29 FEBBRAIO 2012: SIAMO IN UN ANNO BISESTILE, MA COSA SIGNIFICA? - Oggi è il 29 febbraio 2012. Per definizione, se un anno presenta questo giorno significa che è bisestile. Infatti nel calendario gregoriano, quella del 29 febbraio è una data che cade solo negli anni divisibili per quattro, ma non in quelli divisibili per cento, a meno che non siano divisibili per quattrocento. Per fare un esempio, sono anni bisestili il 1996, il 2004, il 2008 e, appunto, il 2012, mentre non lo sono il 1800 o il 1900. Lo è invece il 2000, proprio perché, a differenza degli altri, è divisibile per quattrocento. Il vero problema si presenta però per coloro nati in questo giorno: nei tre anni non bisestili, infatti, la data del compleanno scompare, quindi si può scegliere se festeggiare il giorno precedente, il 28 febbraio, o il giorno successivo, il primo marzo. Ma che cos’è precisamente un anno bisestile? Si tratta di un anno solare in cui avviene una periodica intercalazione di un giorno aggiuntivo nell’anno stesso, che quindi invece di 365 giorni ne avrà 366. Questo si fa per evitare lo slittamento delle stagioni, che altrimenti ogni quattro anni accumulerebbero un giorno in più di ritardo. Ecco quindi la regola del calendario gregoriano: un anno è bisestile se il suo numero è divisibile per quattro, fatta eccezione degli anni secolari, quelli divisibili per 100, a meno che non siano divisibili per 400. Normalmente, per controllare se un anno non secolare è bisestile, si utilizza un metodo molto semplice: si prendono le ultime due cifre dell’anno e si controlla se sono divisibili per quattro. Se un anno termina con le cifre “00”, è bisestile solo se la cifra che precede i due zeri è divisibile per quattro, come per esempio il 1600, il 2000, il 2400 e così via. I Romani aggiungevano invece un giorno in più dopo il 24 febbraio, che veniva chiamato sexto die ante Kalendas Martias,vale a dire il sesto giorno prima delle Calende di marzo. L’aggettivo bisestile deriva proprio da qui, proprio perché i Romani chiamavano questo giorno in più bis sexto die, cioè il sesto giorno ripetuto. La tradizione popolare vuole che l’anno bisestile sia un anno di sfortune, tanto da guadagnarsi il detto “anno bisesto, anno funesto”.



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