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FOSSA DELLE MARIANNE/ Il regista James Cameron scende nel punto più profondo dell’Oceano Pacifico

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Immagine d'archivio (Fotolia)  Immagine d'archivio (Fotolia)

Fossa delle Marianne, il regista James Cameron scende nel punto più profondo dell’Oceano Pacifico – Le Fosse delle Marianne tornano a far parlare, questa volta grazie all’impresa compiuta dal regista di Titanic e Avatar, James Cameron. A bordo di un sottomarino, il Deepsea Challenger, il regista è sceso fino a una profondità di circa undici chilometri, e grazie a questa impresa è il primo uomo che compie un immersione in solitaria nel punto più profondo dell’Oceano Pacifico. La fossa delle Marianne è infatti conosciuta come la più profonda, e si trova nella parte nord-ovest dell’Oceano pacifico, non molto distante dal Giappone. La fossa è delimitata dall’incontro di due placche tettoniche, quella del pacifico e quella delle Filippine, e il punto più profondo si trova per l’appunto a circa 11 chilometri sotto il livello del mare, quello che questa mattina ha raggiunto il celebre regista. Solo per fare un paragone, basti pensare che il monte Everest misura 2.146 metri, quindi stiamo parlando di una profondità incredibile, che secondo molti esperti ancora nasconde oltre 750 mila specie marine non catalogate dalla scienza attuale, vale a dire tre volte in più di quelle che conosciamo oggi. Come riporta anche Wikipedia, una immersione senza precedenti fu quella compiuta nel gennaio del 1960, quando il batiscafo Trieste della marina militare americana raggiunse la profondità della fosse delle Marianne. A bordo c’erano Jacques Piccard e il tenente di vascello Don Walsh, che poi dissero di aver visto sul fondale delle particolari specie di sogliole e platesse, lunghe anche 30 centimetri.  Stavolta è toccato invece a James Cameron compiere questa impresa che può essere definita davvero “titanica”, visto che si tratta del primo uomo che in solitaria raggiunge il fondale delle fosse delle Marianne. La spedizione avvenuta nella mattina di oggi, ora locale, era in preparazione da circa otto anni, e aveva come obiettivo quello di prelevare campioni della superficie utili alla ricerca scientifica: «Cameron ha raccolto campioni per ricerca in biologia marina, microbiologia, astrobiologia, geologia marina e geofisica», ha fatto sapere il team del National Geographic, che ha collaborato alla spedizione. 



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