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PESCE D'APRILE/ Quando è nata e perchè l'usanza che fa "tremare" i giornali

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il pesce pagliaccio  il pesce pagliaccio

PESCE D'APRILE, QUANDO E' NATO E PERCHE' - Tutti nella vita ne hanno subito almeno uno: è il pesce d’aprile. Che sia il classico pesciolone di carta appiccicato sulla schiena (per chi ha qualche lontano ricordo delle elementari) un sms goliardico, una mail più o meno allarmante totalmente falsa. Oppure, su larga scala, una notizia d’agenzia o sulle pagine di qualche quotidiano inventata di sana pianta da qualche buontempone. Occhio, dunque, alla giornata di domani. Anche, se dipende sempre a quale schiera si appartiene: a quella delle vittime ( sempre più numerosa) o a quella dei burloni.

Da dove nasce questa tradizione? Chi ha stabilito che proprio il primo aprile fosse il giorno adatto per lo scherzo a tutti i costi? Nulla di certo ma molte sono le ipotesi della genesi. Alcuni dicono che risalirebbe addirittura al 154 A.C. quando questa data segnava l’inizio dell’anno. Quando la Chiesa abolì la ricorrenza, qualcuno, per ripicca o perché ignorava l’imposizione, continuò a festeggiarla, venendo così deriso. Un’altra ipotesi diffusa era quella per cui, dal 25 marzo al primo aprile, si festeggiava secondo il calendario giuliano, il solstizio di primavera. Una ricorrenza legata al risveglio della natura e al ritorno della coltivazione della terra: quella, era dunque, occasione di festeggiamenti in cui ci si lasciava andare a scherzi e burlonerie.

Ma come al solito sono i cugini francesi i più dispettosi. Si racconta che durante la festività del solstizio, il primo aprile si consegnavano pacchi vuoti con il nome di “Poisson d’Avril”, pesce d’aprile appunto. Altri, invece, attribuiscono l’origine del nome, sempre ai francesi, ma per ragioni pseudo-astronomiche: il periodo sarebbe, infatti, quello del passaggio del sole dal segno dei pesci a quello dell’ariete.  Alcuni studiosi, però, fanno risalire l’origine della ricorrenza in tempi ben più lontani per la larghissima diffusione del fenomeno. Le radici sarebbero da ricercare, addirittura, nell’età classica  ed in particolare sia nel mito di Proserpina che dopo essere stata rapita da Plutone, venne vanamente cercata dalla madre, ingannata da una ninfa.

Pare, però, che una leggenda popolare segni l’invenzione della scherzosa festività in tempi ben più indietro e coinvolgendo “personaggi” ben più “influenti”. Si racconta, infatti, che Dio finì di creare la terra proprio il primo aprile e se ne tornò in cielo. Gli uomini storditi dalla ricerca di cibo e acqua eun riparo per la notte: molti intralciarono le ricerche dei più intraprendenti, finché, in una confusione generale, i più sciocchi furono inviati lontano a prendere cose inesistenti.

Ma come si festeggia negli altri paesi? Nelle nazioni anglofone, come Inghilterra e Stati Uniti, il primo di aprile è il “April fool’s Day” ( Il giorno dello sciocco d’aprile) dove il termine “Fool” richiama il folletto delle corti, noto in tempi Medievali. In Germania “Aprilscherz” e’ più semplicemente lo “Scherzo d’Aprile” che farebbe risalire le sue origini ai tempi degli Asburgo che imposero il cambio di moneta proprio il primo aprile. Gli speculatori, che attendevano il cambio per guadagnare sulle spalle di chi non era al corrente della riforma, furono clamorosamente fregati. Il cambio non si attuò e guadagnarono solo le derisioni e gli scherzi di chi non aveva nulla né in tasca né da ricavarci. .Il pesce d’aprile viene festeggiato anche in India, dove esiste una analoga festa secolare chiamata “Huli”.Il 31 di marzo, si usa prendersi gioco dei conoscenti. Usanza analoga ma data diversa invece in Messico, in cui “El Dia de los Innocentes”cade il 28 dicembre. 

Quali sono gli scherzi più clamorosi? Il più noto è quello architettato dal regista Orson Welles che in un programma radiofonico annuncia lo sbarco dei marziani: panico generale che provoca milioni di dollari di danni per le strade. A casa nostra, nel marzo 1878, la Gazzetta d’Italia annuncia che il primo aprile, nel parco delle Cascine, i fiorentini avrebbero potuto assistere alla cremazione di un mahrajà indiano. Cerimonia particolare, per i tempi, che attira una miriade di persone che aspettano invano per ore, sino a quando, un gruppo di ragazzi arriva al grido di “Pesci d’Arno Fritti”.



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