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FATWA/ Da oggi per i musulmani è proibito frequentare McDonald’s

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LA FATWA "CONTRO" MCDONALD'S: I MUSULMANI NON POSSONO FREQUENTARLO - Da oggi per tutti i musulmani è proibito frequentare i Mc Donald’s. A lanciare la Fatwa, dettame obbligatorio per chi è di fede musulmana, è il leader sciita Muqtada Sadr. Il religioso iracheno leader del Movimento Sadrista e dell'Esercito del Mahdi che si oppone alle “forze di occupazione” in Iraq ha affermato che è “Haram” cioè proibito dai dettami musulmani consumare un pasto nella famosa catena di fast food americana.

I motivi, secondo Al Sadr, sono la vendita di carne macellata in maniera non conforme alla legge musulmana e perché Mc Donald’s è di proprietà ebraica o finanziato da Israele. Non a caso la catena che vende hamburger e patatine presente in molte nazioni di fede musulmana non ha mai aperto in Iraq. Il leader sciita intima di non frequentare i famosi fast-food anche perché luoghi dove si consuma la “promiscuità fra uomini e donne”, regola del tutto ripudiata dalla Sharia, la legge islamica. Persone di sesso opposto non possono, infatti, riunirsi nello stesso luogo perché l’esposizione delle donne agli uomini può creare “tentazioni”, assolutamente vietate dal libro sacro coranico. 

Interrogato da un seguace, che evidentemente vive all’estero, Moqtada Al Sadr ha ribadito il divieto categorico di consumare un pasto da Mc Donald’s o di lavorare presso le sue filiali sparse per il mondo perché la catena è “finanziata da Israele”, aggiungendo: “Che Dio possa tenere gli espatriati (iracheni), sia uomini sia donne, lontano dalle cose proibite», conclude il leader sciita”.

La Fatwa, forse più conosciuta è quella che ha colpito lo scrittore Sulman Rushdie direttamente per bocca dell’Ayatollah Khomeini. Lo studioso indiano si guadagnò la condanna a morte da parte della massima autorità religiosa iraniana per aver scritto il libro “Versetti Satanici”. Un volume, basato su una storia di pura fantasia, in cui si parlava di Maometto: un libro giudicato, comunque, blasfemo. Le autorità iraniane, poco tempo fa, hanno fatto sapere che la fatwa è eterna e che non decade con il passare del tempo ed è quindi tutt’ora valida. Una fondazione religiosa, la "15 Khordad", mantiene  ancora oggi, a più di vent’anni di distanza, una taglia di tre milioni di dollari sulla testa di Rushdie che vive blindato.

C’è, invece, chi è dipendente dai dettami religiosi e non può fare a meno di ricevere fatwe.In Egitto, esistono call-center per ricevere fatwe, previa chiamata. Chi telefona riceve direttamente un divieto religioso dai muftì in linea. Un vero business per chi organizza i call-center e per le autorità religiose che creano anatemi ad hoc: i costi delle chiamate sono, infatti, maggiorati anche di dieci volte rispetto alle normali tariffe.



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