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Denaro&Lettera

FINANZA/ La Germania sogna un nuova e pericolosa Europa

Mauro Bottarelli


venerdì 29 gennaio 2010


Come volevasi dimostrare, pensar male rispetto all’attacco concentrico delle agenzie di rating contro il debito della Grecia può configurare un peccato, ma porta diritto alla verità. Ieri, infatti, la Germania ha smentito l'esistenza di ipotetici piani di sostegno finanziario ad Atene come annunciato in mattinata dal quotidiano francese Le Monde.

 

A farsi carico della smentita è stato il ministero delle Finanze tedesco, che è rapidamente intervenuto dopo che questa ipotesi era stata sollevata dal giornale transalpino, secondo cui alcuni paesi dell'area euro - tra cui Francia e Germania - avrebbero studiato aiuti a favore della Grecia.

 

Atene stessa - che per fronteggiare il problema della deriva dei suoi conti pubblici ha approntato un piano di risanamento pluriennale - ha ripetutamente smentito in diverse passate occasioni di aver chiesto o di aver bisogno di aiuti esterni sui conti pubblici. Lo stesso premier greco George Papandreou ha ribadito il no alla ricerca di sostegni finanziari presso altri paesi dell'area euro: «Due giorni fa abbiamo effettuato un'asta di bond, e la domanda ha superato di cinque volte l'offerta: non cerchiamo aiuto da nessuna altra parte», ha affermato durante un panel di discussione al World Economic Forum di Davos.

 

Sempre ieri Papandreou ha duramente attaccato anche precedenti speculazioni del Financial Times, che aveva ipotizzato trattative di Atene per collocare bond in Cina. Secondo Papandreou il dissesto dei conti pubblici deriva dalla cattiva gestione dei governi passati, dalla crescita del fenomeno della corruzione nel paese e dalla mancanza di riforme strutturali sull'economia. «Tutti questi problemi sono stati esacerbati dalla crisi internazionale - ha proseguito -. Per noi è una crisi difficile, ma ha anche messo in rilievo i nostri veri problemi. Ora al governo siamo determinati a ridurre il deficit sotto il 3% del Pil nel 2012».

 

E per questo obiettivo, tra le varie priorità del governo c'è «una riforma fiscale nei prossimi mesi, profonde riforme della pubblica amministrazione, mai fatte prima dai cinque precedenti governi; la lotta alla corruzione - ha detto Papandreou - per cui abbiamo deciso di pubblicare tutti i dati su internet». Ma non solo, per il primo ministro la Grecia sarebbe sotto attacco speculativo per ragioni finanziarie o politiche come anello debole del sistema Eurozona: «C'è in atto un attacco speculativo nell'eurozona - ha detto Papandreu - certamente con interessi politici e finanziari che spesso individuano paesi usati come anelli deboli dell'eurozona. Siamo in un momento periodo di caos, c'è molta speculazione e anche i rumor creano seri problemi ai governi. E questo il problema che stiamo attraversando».

 


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Papandreu ha poi ribadito che per questo appartenere all'Eurozona «è un bene per il fatto di essere in una famiglia comune che dà protezione ai suoi membri». Non la pensa esattamente così il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, secondo cui «l'Eurozona è unita da una stessa moneta ma, allo stesso tempo, è costituita da paesi diversi, come gli Usa. Quindi la Grecia non è come la Finlandia così come l'Alaska non è la Florida. Parliamo di 16 paesi - ha detto nel corso di un panel a Davos - che si sono uniti sotto una stessa divisa che Unione europea e istituzioni hanno deciso di condividere, che condividono un mercato unico e un'economia dello stesso tipo di quella degli Usa».

 

Allo stesso tempo, ha ricordato il numero uno della Banca centrale europea, «dobbiamo tenere presente che la Grecia non è la Finlandia e che la Spagna non è la Germania così come il Missouri non è la California e l'Alaska non è la Florida. Siamo un'economia grande come quella degli Usa - ha continuato Trichet - e abbiamo le stesse diversità in termini di inflazione e di crescita». Signore e signori, il progetto degli Stati Uniti d'Europa è alle porte: il vecchio sogno delle consorterie internazionali di togliere sovranità agli Stati, lasciando loro prerogative simili a quelle del sistema federale Usa, ma portando le decisioni di maggiore importanza in seno a un potere esterno è entrato nel vivo.

 

Il documento della Bce di cui ilsussidiario.net ha parlato ieri non lasciava dubbi, le parole di Trichet e le accuse di Papandreou nemmeno. E la guida, almeno politica, di questo nuovo progetto che supera per ampiezza il Trattato di Lisbona sarà affidata alla Germania. Come giudicare, altrimenti, queste parole: «Alcuni stati dell'Eurozona mostrano una pericolosa debolezza. Questo potrebbe avere effetti fatali su tutti gli stati dell'Eurozona». Lo ha detto il ministro tedesco dell'Economia, Raier Bruederle parlando al Bundestag: «Non ci può essere un salvataggio collettivo per sviluppi nazionali zoppi. Ogni stato membro deve assumersi la propria responsabilità e l'Europa ha bisogno di una politica economica e finanziaria meglio coordinata. L'Unione europea ha bisogno di una serrata exit strategy dalle misure adottate e la Bce dovrà stabilire il momento giusto per ritirare le misure non convenzionali. Questo può consentirci di evitare una spirale inflazionistica. Molto dipenderà dalla Germania, poiché siamo un paese con un ruolo leader per la stabilità economica».

 

Loro, con le loro banche strapiene di assets tossici per centinaia di miliardi di euro pronti ad esplodere, sono il faro della stabilità: verrebbe da ridere, ma c'è da piangere. Il problema è che la Germania sa di potersi salvare unicamente sottostando ai dettati di chi - grandi banche d'affari, consorterie politiche, centri di potere finanziario ed editoriale - intende sfruttare questa crisi per imporre manu militari ciò che la gran parte dei cittadini europei chiamati al voto ha bocciato: ovvero, un'Europa federale sempre più ampia in cui la sovranità nazionale viene abolita.

 


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Essendo sede della Bce, avendo il maggior ruolo politico ed economico e potendo contare sull'amicizia quanto mai interessata della Francia in un momento in cui l'Inghilterra è debolissima, travolta da debito fuori controllo e con la sterlina pronta a colare a picco sull'euro entro un mese, la Germania lancia segnali chiari agli altri Stati membri: o si fa così o nessuno potrà sperare di essere salvato.

 

E il caso greco insegna che quando si vuole affossare uno Stato, non servono carri armati e cannoni: bastano le agenzie di rating e i cds. Geofinanza, ancora una volta. Non è complottismo, né pessimismo a oltranza: è il realismo del saper leggere gli avvenimenti tra le righe, sotto traccia, quando sono in gestazione. È il realismo di Niall Ferguson, professore di storia all'università di Harvard, presente ieri a Davos: «Penso che la situazione della Grecia vedrà seguire altri paesi in breve tempo».

 

Il debito greco è a quota 120% sul Pil quest'anno, fate due conti, guardatevi in casa e pensate a chi potrebbe essere già in fila in attesa del trattamento Ludovico di Bce, agenzie di rating e finanza internazionale. Sono tempi bui e giorni pericolosi. E non stiamo parlando di disoccupazione o Borsa, paradossalmente questo è molto ma molto più serio. E la grande stampa, al solito, tace.



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COMMENTI
01/02/2010 - Ma cosa vogliamo veramente? (Elio Campagna)

L'ottimo Bottarelli ci ha fatto osservare da una certa angolatura la ns. cara Europa. Direi che quanto osservato sia palese a tutti, almeno a livello mentale... Francia e Germania da sempre sono tra i più "autorevoli" Europei. Peccato per l'Italia essere messa quasi in disparte nonostante il determinante contributo alla nascita dell'Europa delle stelline. Siamo nati come fronte di pace in un luogo da sempre aspro di guerre e di rivalità. Abbiamo continuato come luogo di condivisione di risorse e persone, da Schengen all'€. Adesso si teme una eccessiva dominanza di alcuni. E' un pericolo, è vero ma ricordiamoci che una Europa democratica e unita che non annulli le ns. peculiarità e differenze è sempre meglio di una Italia isolata che rischia di fare solo errori. Del resto si sa che insieme è più facile accorgersi dei propri errori e sostenersi nel cammino. Confido in questo perché l'Europa unita ci ha evitato guerre e ricatti, crisi e svalutazioni, ecc.

 
31/01/2010 - Siamo tutti schiavi (corrado mazzuzi)

..nella vecchia schiavitù era obbligatorio che le persone avessero una casa e del cibo... il nuovo sistema moderno di schiavitù obbliga le persone a sfamarsi e ad aiutarsi da sole.... ....è una guerra invisibile contro la gente comune...... ....è una delle truffe più ingegnose per la manipolazioe sociale che siano mai state create........ Il fine del Signoraggio Bancario non è guadagnare denaro (CARTA SOLO CARTA) ma semplicemente rendere schiave le persone! ed è per questo, solo per questo, che è stata creata L'Unione Sovietica Europea