BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Perché la Bce non vuol fermare la nuova crisi?

venerdì 16 luglio 2010

Ora, è normale che attorno ai risultati degli stress tests europei ci sia interesse e fibrillazione: ne va della stabilità di un settore fondamentale proprio in piena crisi del debito sovrano per molti paesi dell’eurozona. Il problema è che in questi giorni di attesa, ognuno dice la sua.

 

Ieri abbiamo pubblicato le previsioni di Macquarie Securities, ma il caso più eclatante è quello di Credit Suisse che lo scorso 8 luglio aveva pubblicato ufficialmente i suoi stress tests, salvo poi rendersi protagonista di una clamorosa retromarcia due giorni fa levando dal novero delle banche a rischio di ricapitalizzazione Monte dei Paschi e la tedesca Postbank. «È improbabile che Banca Monte dei Paschi di Siena fallisca gli stress test trovandosi quindi costretta a ricorrere a un aumento di capitale»: queste le parole utilizzate dell’istituto elvetico, molto probabilmente finito nel mirino dei diretti interessati.

 

Insomma, sono bastati sei giorni per far ritenere a Credit Suisse che tutto sia tranquillo, come se l’esposizione ai Pigs e alla crisi sistemica europea non fossero mai esistiti. «Abbiamo rivisto le nostre stime sull’impatto della recessione e questo ha l’effetto di spostare Banca Monte dei Paschi in Italia e Deutsche Postbank in Germania fuori dalla zona di ricapitalizzazione, che sembra più probabile per altri soggetti», conclude Credit Suisse nella sua rettifica.

 

Ieri, poi, è stato il turno di Barclays Capital, che ha pubblicato i suoi stress test inviando a investitori e mercati il seguente messaggio: la crisi dei debiti sovrani ha pesato e pesa ancora in modo sensibile sugli istituti di credito europei. Nel complesso, solo conteggiando le Cajas, le Landesbank, le banche elleniche e quelle portoghesi, occorreranno almeno 95 miliardi per ripristinare i ratio patrimoniali.

 

Questo il testo ufficiale di Barclays Capital: «In our view, the institutions most likely to “fail” the stress tests - meaning be forced to raise new capital - are Spanish cajas, German Landesbanks and Greek banks. Based on some simple assumptions using the information available from the European regulatory authorities, supplemented with the methodology used in the US stress tests, we estimate capital needs of EUR36bn for Spanish cajas, EUR34bn for German Landesbanks and EUR8.6bn for Greek banks. Importantly, these estimates are based on a number of assumptions and are designed more to compare the potential capital needs with the programs in place to address them than to predict the exact results of the tests».

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO




  PAG. SUCC. >


COMMENTI
17/07/2010 - altra posizione? Domanda reiterata. (Giuseppe Crippa)

Caro Bottarelli, spero apprezzerà anche Lei la sottile ironia del signor Teatini, che però non condivido, ritenendo Mario Draghi persona estremamente dotata. Non lo vedo però assolutamente nei panni di una alta carica politica se non ministeriale, ed in particolare non lo vedo nelle vesti di Presidente del Consiglio. Da ogni uomo politico, ed ancor più da un cosiddetto “leader”, mi aspetto vasta competenza – non soltanto economica - ma soprattutto convinzioni precise ed inequivoche in ogni campo, capacità di esternarle in modo semplice e chiaro, suscitando l’adesione ed il supporto di chi le condivide senza però far sentire gli altri come nemici con i quali ogni dialogo è impossibile, ed ovviamente grandi doti umane, tra le quali sobrietà e trasparenza nei comportamenti. Sono comunque curioso quanto il signor Teatini, e mi associo alla sua domanda: dove di preciso?

RISPOSTA:

Cari Teatini e Crippa, vi rispondo volentieri: Mario Draghi lo vedrei, di preciso, al posto di Giulio Tremonti. P.S. Ovviamente Mario Draghi ha grande rispetto per il mondo anglosassone, l’Oltremare o Oltremanica evocato ironicamente (ma l’ironia è sempre bene accetta, anzi) da Teatini ma guardando bene a come è ridotta l’eurozona tra debito sovrano e carichi di assets tossici della banche (tedesche in prima battuta), forse questo sarebbe un bene per noi. Riguardo alla svendita, anch’io per un periodo sono stato affascinato dal grande complotto del’'92 e dal giallo del Britannia ma, crescendo e informandomi, mi sono reso conto che era solo dietrologia spicciola per giustificare sprechi e malgoverno tutto italiano travestendoli da vittimismo populista. Mario Draghi non è un politico quindi è giusto che non sia premier, ma siccome Giulio Tremonti è un tributarista, al superministero economico vedrei meglio uno che ha lavorato a Goldman Sachs piuttosto di uno che per gran parte della vita ha compilato 740 in provincia di Sondrio e ora si divide tra rigorismo miope e filosofia economica per compiacere i piani della Lega. Cordialmente (Mauro Bottarelli)

 
16/07/2010 - altra posizione? (Filippo Teatini)

A coordinare le Banche, al Tesoro, a discettare su come svendere le partecipazioni statali e far crollare la nostra moneta per favorire amici d'oltremare... dove di preciso?