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venerdì 9 luglio 2010
Evviva, si festeggia! Gli stress tests sulle banche europee non sono nemmeno stati pubblicati eppure i titoli del comparto segnano rialzi da sogno: si dà per certo e scontato che tutte le 91 istituzioni di credito poste sotto verifica, tra cui cinque italiane, abbiamo superato brillantemente la prova.
Cosa garantisce questa certezza? Nulla, l’autoconvinzione degli istituti stessi e il classico dico non dico della Bce. La quale, però, spiegando i criteri utilizzati per porre sotto stress le banche, ha di fatto ammesso di aver sottoposto le stesse a un esame di quinta elementare più che alla maturità: stando a quanto reso noto da Market News International, agenzia controllata dalla Borsa di Francoforte, «gli stress tests stabiliti per le banche europee verificheranno la resistenza dei singoli istituti alla crisi dei debiti sovrani, ma non contempleranno lo scenario di default di uno Stato dell’area euro dal momento che tale ipotesi non sarebbe permessa dall’Unione».
Formalmente impeccabile, peccato che da settimane molti politici tedeschi - i veri controllori della crisi, oltre che dell’Ue stessa - parlino non solo di ipotesi default per qualche Stato, ma anche di espulsione dalla moneta unica: che stress tests sono, quindi? Una barzelletta. Lasciamo poi perdere la decisione della Cesb, il Comitato dei supervisori della Banca centrale, di non includere nei tests i bund tedeschi e parte degli Oat francesi ma di sottoporre «a significativi stress tests con tosatura a due cifre» per i titoli degli Stati a rischio: basta vedere a quanto già prezza il mercato i decennali e i trentennali greci per capire che siamo di fronte a una presa in giro.
Ma c’è qualcuno, invece, che all’ipotesi di default dell’eurozona - con conseguente frantumazione della stessa - non solo ci crede ma addirittura ne ha studiato le possibili conseguenze. Si tratta dell’ultimo report dell’istituto olandese Ing firmato dagli analisti Mark Cliffe, Maarten Leen e Peter Vanden Houte, secondo i quali «una rottura completa dell’eurozona potrebbe avere effetti in grado di trasformare in un nano la crisi seguita al collasso di Lehman Brothers. I governi potrebbero trovarsi a dover salvare ancora una volta gli istituti bancari, aggravando la già fragile situazione delle finanze pubbliche. Il rischio, quantomeno, di una temporanea impossibilità a onorare il sistema di pagamento dei salari sarebbe enorme. Il trauma iniziale di un’ipotesi simile sarebbe sufficientemente grave da far pensare, oggi, tutte quelle persone che blaterano rispetto all’ipotesi di espulsione dall’eurozona di alcuni Stati membri».
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veramente il fatto che trattino a 0.3 il book value non vuol dire affatto che scontino un calo del 70% degli attivi (in realtà è una castroneria di livello piuttosto considerevole).In realtà significa che a) avranno perdite pari al 70% del patrimonio (di norma circa un ventesimo degli attivi) o B) che quel patrimonio netto generà ritorni inferiori a quelli ottenibili da altro equity.
l'articolo elude il problema : quanto valgono le banche? mi spiego - il price book delle banche italiane sta attualmente intorno a 0,3: tradotto in soldoni i prezzi di mercato scontano una svalutazione degli attivi di bilancio di circa il 70%. premesso che trovo scandaloso che mancando 2 settimane alla pubblicazione degli stress test la speculazione impazzi al rialzo/ribasso come se qualcuno sapesse.. in ogni caso anche il ns catastrofista sarebbe bene che si facesse 2 calcoli sul valore delle banche. questo non vuole dire che io sia rialzista/ottimista o che voglia dare consigli di mercato a chicchessia dico solo che prima di parlare sarebbe opportuno informarsi, magari solo un pò... saluti
Caro Fortunato, sono fortemente tentato di abbeverarmi alla fonte della sua saggezza ma penso che anche questa volta glisserò e continuerò a scrivere ciò che ritengo giusto, usando la mia testa e chiedendo scusa per i miei errori (sa com'è, sono umano) come sempre. Lei si tenga le sue convinzioni, io le mie. Anche perché o lei è un'anima candida che crede ancora a Babbo Natale oppure quel "come se qualcuno sapesse" fa sorridere e dice già tutto. Se vuole, a settembre, ne riparleremo. Cordialmente. (Mauro Bottarelli)
Non mi è chiaro il filo logico. Da un lato si criticano gli stress test in quanto privi dello scenario di default di un paese UE, dall’altro si constatano gli effetti devastanti di tali scenario, talmente devastanti da fargli perdere significato in uno stress test, talmente devastanti da rendere inevitabile, almeno in questo momento, ogni sforzo possibile per evitarlo.
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