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venerdì 10 settembre 2010
Spiace essere ritenuti profeti di sventura ma quando la realtà è testardamente palese, appare ineluttabile. Nell'articolo di ieri mettevamo, infatti, in guardia dal fatto che Anglo Irish Bank, l'istituto irlandese semi-nazionalizzato, potesse divenire l'agnello sacrificale del governo di Dublino per evitare che la nuova ondata di crisi bancaria e di debito colpisca mortalmente il paese: ieri, puntuale, è giunto l'annuncio della break-up dell'istituto, una parcellizzazione che vedrà di fatto la banca ridotta all'osso e alcuni rami di attività annullati.
Brian Lenihan, ministro delle Finanze irlandese, ha dichiarato che l'istituto sarà spaccato in due, una deposit bank sana e una bad bank che dovrebbe vendere assets e chiudere posizioni e operazioni: «Per recuperare la reputazione del sistema finanziario irlandese è essenziale porre fine al problema rappresentato da Anglo Irish Bank», operazione di cui, però, Lenihan non ha quantificato i costi.
L'Ue ha già definito «positiva» la decisione irlandese mentre i cds di Anglo Irish Bank sono schizzati di72 punti base a quota 785 ieri mattina, chiaro segnale che il governo di Dublino potrebbe sfuggire dai debiti della banca in ossequi alla politica di appeasement verso l'opinione pubblica: di fatto una replica di quanto fatto dal governo islandese nei confronti delle tre cosiddette "viking raiders". La mossa, obbligata, è giunta dopo che il rendimento del bond decennale irlandese è salito sopra il 6 per cento per la prima volta dal lancio dell'euro: lo spread con i bund tedeschi è salito al record di 379 punti base.
Ma la situazione è più o meno simile, a livello di sofferenze, per tutti i paesi dei cosiddetti Piigs: i cds di Portogallo, Spagna, Italia ma anche Belgio (sempre alle prese con l'ingovernabilità) hanno continuato a salire questa settimana e la cosiddetta "stress gauge" di Markit registra livelli più alti di quelli prezzati nel pieno della crisi, ovvero prima del piano di salvataggio da 440 miliardi di euro della Bce. Joachim Fels, economista capo a Morgan Stanley, ha dichiarato che «le sofferenze hanno toccato un punto per il quale uno o più governi potrebbero dover a breve mettere mano a un meccanismo di salvataggio. Infatti, né la crisi del debito sovrano europeo né quella del settore bancario sono state risolte e, anzi, continuano mutualmente a rafforzarsi l'una con l'altra. Se a questo uniamo che gli stress tests hanno fatto tutto tranne che rafforzare la fiducia, il quadro pare completo».
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Sì bello e democratico questo "Sussidiario" che mette in comunicazione le persone attraverso il blog. Lei Ha proprio ragione, sig. Perna, il crollo dei mercati, però, altro non farebbe che peggiorare la situazione. Bisogna ricominciare a dare alle borse il loro vero compito: quello di "giudicare" la bontà delle aziende e dei singoli settori, arginando il più possibile la speculazione pazza(intendiamoci un po' di piccola speculazione può addirittura tornare utile a tutti, ma qui siamo di fronte all'impero della carta straccia). La borsa è uno strumento UTILE alle aziende che ricorrono al mercato per finanziarsi (anche evitando il forte indebitamento con le banche), sia con quote di capitale (azioni) che con prestiti (bonds), quindi la borsa nasce sana e può, deve ritornare ad esserlo, ma c'è un ma. Le stesse banche che muovono capitali tengono in pugno le aziende, facendo alzare, o scendere il valore della capitalizzazione delle aziende produttive... tutto ciò con l'effetto leva dei deriati diventa ancora più spropositato. Le banche tengono le aziende per il basso ventre, ne divengono proprietarie, da un lato concedendo loro prestiti e dall'altro mutandone il valore dall'attivo circolante, questa è l'idiosincrosia che può dirsi come il peccato originale dell'economia di mercato. Occorrono regole anche per questo. L'eccessivo liberismo è negativo per antonomasia, come l'eccessiva regolamentazione... Non facile, ma possibile.
Infatti è questo il punto. L'economia reale è schiava di quella finanziaria, e anche la politica è succube della crisi. Pensi al ns debito e ai cordoni alla borsa che frena l'occupazione, mette i precari per strada, fa chidere le PMI ecc. Le banche non hanno nessun interesse alle piccole aziende ci guadagnano poco con rischi altissimi. Prima o poi questo sistema economico andrà rivisto dalle fondamenta. Prima è meglio è, tanto succederà lo stesso. I piccoli investitori sono guidati e mossi dai grandi che fanno il bello ed il cattivo tempo. Rimango per il crollo delle borse e dei mercati, e spero nel buon senso e nella capacità di tante persone oneste e che tirano sempre e comunque il carretto. Se lo facessimo tutti, il mondo andrebbe meglio; rimane un'incertezza, potrebbe essere una catastrofe, ma meglio di una guerra o cose del genere, come fu per la Germania in crisi prima della seconda guerra o ieri dopo le Torri Gemmelle quando gli investimenti nella guerra in Iraq hanno riportato il pil degli Usa a livelli accettabili. Siccome non sono giovanissimo, penso che siamo nel bel mezzo di un casino, o cambiamento epocale come lo chiama Tremonti, la questione è che mantenere il privilegio al 60-70-80% della popolazione in occidente, di vivere decentemente i prossimi decenni, senza pensare al resto, non sarà cosa facile per nessune delle democrazie che conosciamo. Distinti saluti e grazie per aver letto quanto avevo scritto.
Sig. Perna, magari fosse come dice lei...chi se ne fregherebbe, ma i mercati finanziari purtroppo influenzano l'economia reale al punto che QUESTA crisi è partita proprio dal settore finanziario: ciò si è tradotto in una immediata (anche se sotto taciuta) stretta creditizia e le aziende che PRODUCONO e danno lavoro si sono trovate sull'orlo del fallimanto (se poi qualcuna di queste ha pure approfittato per licenziare persone che facevano in qualche modo scomodo, è ovvio, ma è d'obbligo il tacerlo per l'ipocrita NETIQUETTE). Non ci sono mica solo i miliardari, ma ci sono tanti risparmiatori che, irretiti dalle promesse di rendimento, hanno deciso di investire (credendo di risparmiare) e si sono ritrovati con un pugno di mosche, magari vendendo in perdita perchè mal consigliati, anche da certa stampa. In questi anni ho visto gente comune che ha bruciato piccoli e grandi capitali ed ho visto piccoli e grandi SPECULATORI che si sono arricchiti. Ora chi compra ETF al ribasso spera di continuare, ma così facendo contribuisce alla negatività dell'economia reale. Parlo del pizzicagnolo, o dell'operaio con qualche soldo da parte, parlo dell'impiegato o dell'anziano che ha risparmiato, poi parlo anche dell'avido e dello speculatore...figure che nel mercato sono sempre esistite, ma che adesso sono amplificate in modo sesquipedale dai DERIVATI. In questo modo il sistema brucerà se stesso e l'informazione unilaterale avrà giocato la sua parte.
Tanto per scrivere qualcosa, in un momento tranquillo,posso dire che non ho mai avuto nulla da investire, tranne che il mio tempo e il mio lavoro, pertanto mi auguro che i mercati possano crollare definitivamente e chi s'è visto s'è visto. Del resto è l'economia reale che ne soffre maggiormente, la finanza tutt'al più brucia ricchezza che probabilmente non esiste e se esiste è appannaggio di quattro miliardari che non potranno mai spendere tutti quei soldi esagerati.
Allora...BOTTARELLI...volete voi giornalisti cominciare a capire che avete delle responsabilita' morali per quello che scrivete e che le avete a PRESCINDERE dal fatto che esse siano vere, specie in un campo come quello dei mercati finanziari dove la VERIDICITA' EX POST delle notizie pubblicate si autoalimenta, sia in modo virtuoso che in quello perverso? Volete finirla di credere che dietro l'egida della LIBERTA' di stampa, voi possiate, o vogliate essere liberi di influenzare l'economia, la finanza, la politica, ma anche il gossip..insoma tutto?. Per questo le chiedo di riflettere, per questo le chiedo di scrivere informando, nell'una e nell'altra direzione...la famosa OBETTIVITA' che nche nel suo caso diviene (involontaria) OGGETTIVITA'. NON le chiedo di cambiare parere, ma insisto nel dire che il suo atteggiamento di rivelatore delle magagne del sistema finanziario ha un terribile effetto collaterale: LEI SENZA AVERE COLPE (ma responsabilita' morale si) ALIMENTA LA SPECULAZIONE AL RIBASSO. Lecito? Certo, ma deleterio. Mi creda.
A partire dal Mazo del 2000 le principali banche d'affari americane cominciarono ad invertire il segno delle operazioni sui futures , da rialziste , a ribassiste e questo aveva il sapore di un giusto realizzo, ma lo short selling divenne improvvisamente attivissimo e ciò contribuì a cominciare la discsa che sarebbe poi terminata a marzo del 2003. a questo punto si aprì una nuova fase speculativa rialzista , improntata sula bolla immobiliare e sul credito facile, ma questa volta la gente comune cìnon riuscì a cogliere questa che pur fu un'opportunità. Perche? Nel 2003 i giornali continuarono ad essere negativi nella loro visione...Basta andare a leggere gli archivi di allora e cominciarono a credere e a far credere alla gente in una possibilità di ripresa dei mercati solo nel 2006 (quando l'msci world , per dirne uno rappresentativo, aveva già recuperato un 32% dai minimi). In pratica, anche seguendo consigli (involontari) dei giornalisti e dei giornali...la gente comune si perse TRE anni di rialzo, dopo aver realizzato mediamente perdite, vendendo in ribasso quanto comperato sui masimi del 2000. Mi fermo qui, ma potrei andare avanti. Questa mattina un mio cliente che vende automobili mi racconta che , fino a Maggio di quest'anno i clienti entravano e comperavano automobili (anche facendo debiti), ma che da luglio non battono chiodo e che, intevistando i clienti la frase più ricorrente è "CON QUELLO CHE SCRIVONO I GIORNALI, NON ME LA SENTO DI INDEBITARMI".
...i telegiornali di allora? "Oggi la capitalizzazione mondiale è cresciuta del 10 per cento" (ricordo un giorno di gennaio del 2000 quando il nasdaq fece piu 14% in una seduta). In quel momento le persone ed i giornalisti che davano anche qualche notiziola negativa erano pochissimi...ricorda? I dati oggettivi roiguardanti lo sviluppo della new economy erano allora NELLA STRA GRANDE MAGGIORANZA delle analisi, fatta dal fior fiore dell'inellighenzia finanziaria edeconomica di allora (qualcuno esiste ancora ogggi ed è tra i catastroisti),erano appunto FAVOREVOLI, nel breve,nel medio e nel lungo periodo. Mi ricordo persone (giornalisti) che INTERVISTAVANO ECONOMISTI (proprio come lei fa per mestiere) e questi ultimi dicevano frasi del tipo :"Chi mette ENRON nel suo portafoglio , lascia la sicurezza di una FORTE RIVALUTAZIONE in eredità ai propri figli. Quei giornalisti,SENZA VOLERLO, SENZA NEMMENO IMMAGINARLO, O MAGARI SAPENDOLO E FREGANDOSENE,hanno contribuito ad alimentare l'euforia dei mercati di allora e , secondo me, sono co-responsabili di quello che poi successe ai soldi di chi investì... spinto da "COSA DICEVANO I GIORNALI". In ontemporanea i RIALZISTI facevano soldi a palate...POI...Improvvisamente il segno cambiò e questo non avvenne dopo l'11 settembre, poichè a dicembre de 2001 le borse avevano già recuperato loshock delle torri gemelle, il cui crollo fu additato come la madre di tutti i ribassi per anni, ma cosi' non era e non fu.
Caro Bottarelli:sono a scriverle con il cuore in mano e con la testa pensante al di la dell'ironia(o del sarcasmo) che fino ad oggi mi hanno animato nel leggere e commentare i suoi articoli. Sarò molto serio partendo da quello che non ho mai detto ne pensato. A)mai detto , ne pensato che lei fosse "prezzolato" da alcun chi.B)lei non mi è mai stato antipatico.C)Lei non ha nessuna COLPA.C)Ne lei, ne io siamo pietre dello scandalo.D)La mia non è una bacchetta, semmai un pungolo.E)QUI HANNO GUADAGNATO E STANO GUADAGNANDO DA ANNI SOLO GLI SPECULATORI RIBASSISTI. Dando per scontato che lei ed io ci crediamo reciprocamente, spero di aver fugato ogni dubbio . Adesso vedro' di essere CHIARO UNA VOLTA.La mia polemica nei suoi confronti non è ad personam, ma è rivolta (e l'ho più volte sottolineato)nei confronti di quel giornalismo che, pur facendo informazione, la fa solo a senso unico , fornendo SOLO notizie in un senso ed OMETTENDO, quelle che vanno in direzione opposta che nel campo della finanza esistono. Si ponga la stessa domanda che mi sono posto io (sempre che voglia)COME MAI IN GIRO DA 10 (dico dieci) anni a questa parte vi è una FORTE PREVALENZA di informazione asata su dati negativi? Lei dirà: perchè la realtà ogettiva è negativa. Le posso assicurare che esistono anche dati positivi, che però vengono trascurati o sottovalutati, esattamente come quelli negativi venivano trascurati attorno a MARZO del 2000, quando poi tutto sarebbe andato a remengo. Ricorda i telegiornali.
Ben svolta da un giornalista di mestiere quale lei è: rivoltare la frittata, o meglio piegare con la dialettica a proprio favore la possibile interpretazione degli scritti. Il fatto medesimo che lei "mi aspettasse al varco" mi grattifica, poichè significa che le prende in giusta considerazione i miei commenti. Nel merito: è indubbio che lei non sia esplicito nell'esternare i suoi consigli, ma è alrettanto palese che lei lo stia facendo, in modo più o meno indiretto. Dove finisce l'informazione e dove inizia l'ossessione? Come ho già avuto modo di dire la sua e la mia sono OPINIONI, entrambe dignitose ed entrambe supportate da dati, ma le sue sono solo e sempre a senso unico e la coerenza a questo punto diviene cocciutaggine. Va da se che chi legge i suoi articoli, CREDENDO che quello che lei scrive si avvererà...provvederà, dove possibile a shortare l'azionario, o peggio (e qui entriamo nell'immoralità legalizzata della quale sia lei che io siamo detrattori) comprerà etf o simili AL RIBASSO, alimentando il mercato della speculazione, indipendentemente dal risultato che verrà finalmente conseguito. Un conto è quando lei da informazioni (e già li siamo al lecito limite), l'altro è quando incomincia ad intervistare i ribassisti. Comincerei a crederle (e come me chiunque la legge "cum grano salis") nel momento in cui lei intervistasse anche qualche rialzista, senza enfatizzarlo come fa con i ribassisti (per carità non intendo violentare le sue convinzioni) ...Veda lei...
Caro Cordiero, non ho bisogno di rivoltare o piegare alcunché: la realtà è di fronte agli occhi di tutti, compresi i suoi se volessero vedere in ossequio al vecchio proverbio. Ripeto, magari stavolta capirà, che io non ho detto "comprate x, y o z", non ho detto operate sui cfd, non ho detto shortate l'azionario e non l'ho fatto dire al dottor Capuano: ho spiegato l'esistenza di una realtà d'investimento diversa dalla Borsa verso cui in molti si lanciano proprio per timori verso l'azionario. E questa si chiama informazione. La gente vuole provarci, faccia pure. Non vuole, lasci i soldi sul conto corrente oppure compri azioni, immobili, vestiti, automobili, ciò che vuole: non mi interessa e non ci guadagno nulla, né commissioni né altro. Questo è più che lecito, oltretutto con tanto di messa in guardia nero su bianco riguardo i rischi. Quale sarebbe, dunque, la mia colpa? Non credere allo stato di salute dell'azionario, in particolare del comparto bancario? Rivendico questa posizione e la pantomima degli stress test e il crollo oggi di Deutsche Bank (la più grande e formalmente sana delle banche Ue), scesa del 5 non appena ha annunciato un aumento di capitale via rights issue per prepararsi a Basilea 3, mi danno ragione: lei vuole consigliare l'azionario, faccia pure, è il suo lavoro e ne risponderà ai suoi clienti. Il mio lavoro, invece, è mettere in guardia dai rischi e dagli scenari che certamente i prospetti delle banche non prefigurano ai clienti: questo è un paese dove da due giorni il titolo dell'A.S. Roma fa scintille grazie alle speculazioni sulla scalata ma la Consob dorme. Come ha dormito, per mesi e mesi, su Alitalia. O dove i politici parlano del futuro degli stabilimenti Fiat a Borsa aperta alla faccia dell'agiotaggio e della turbativa del mercato (trattandosi di uno che non sapeva che qualcuno gli stava pagando il mutuo, c'è poco da stupirsi). Sono io la pietra dello scandalo, quindi? Non i promotori o le banche dei circuito "Patti chiari" che piazzavano porcheria legata a Lehman Brothers fino all'11 settembre di due anni fa? Non riesco a capire la sua vis polemica nei miei confronti, la realtà è davanti agli occhi di tutti ed è la seguente: i mercati pagano l'instabilità globale, il sistema bancario è ben distante dall'essere sano e la crisi del debito sovrano nell'eurozona e ad Est ci farà pagare prezzi molto alti. Finora è stato così, non è colpa mia se l'avevo detto in anticipo. Riguardo ai rialzisti da intervistare, parafraso il dottor Capuano: quando ne troverò uno in grado di convincermi, in base a dati strutturali e macro e non quattro grafici "bullish", ammetterò che l'aria è cambiata. Ad oggi vedo solo rally da spazzasoldi e macerie che si impilano sempre alte. Per quanto riguarda il "la aspettavo al varco", ovviamente, intendevo che fin da ieri quando ho spedito il pezzo sapevo benissimo che sarebbe arrivato armato di bacchetta. Le faccio però una domanda: visto che mi aveva mosso l'accusa di dare indicazioni agli investitori anche la settimana scorsa (e le avevo risposto), secondo lei se fossi un prezzolato o altro, magari qualcuno che ha qualcosa da nascondere, avrei intervistato il dottor Capuano a così breve distanza di tempo dalla mia replica? Non le sono simpatico - e le assicuro che me ne farò una ragione -, sono il suo punching ball di sfogo preferito, magari lei tifa Inter mentre io sono milanista ma non mi dipinga più stupido di quanto non sia. Cordialmente. P.S. In base alle sue accuse dovrei essere subissato di mail e commenti inferociti di lettori rovinati dai miei "consigli": ad oggi, questo argomento l'ha toccato solo lei. O hanno tutti guadagnato, beati loro oppure hanno investito come la loro testa. Stia tranquillo, quindi. MB
...oggi scrive: "Insomma, come vedete, qualche opportunità esiste anche in tempo di crisi. Ma ricordate - e IGMarkets, azienda serissima, lo ricorda in ogni suo prospetto ma anche sui banner e negli spot pubblicitari - che con i cfd 'le perdite possono superare, anche di molto, il capitale investito'. Quindi, sempre stop loss e cautela nello scegliere gli operatori". IDIPENDENTEMENTE DAL TENORE DELL'ARTICOLO CHE PUO' ANCHE ESSERE CONDIVISIBILE (personalmente poco, ma tant'è lo sappiamo già), Lei, da giornalista, sta dando consigli agli investitori. Questo è assolutamete lecito, bene inteso, ma allora non mi venga a dire che lei non si sente responsabile per le eventuali conseguenze (SIANO ESSE POSITIVE, O NEGATIVE) che si possono verificare in capo ai lettori per quello che LEI SCRIVE. Grazie per la sua CONSULENZA...glielo dice un professionista che, come lei afferma "non ha mezzi propri e fonti indipendenti?". Non prendiamoci in giro, siamo sereni: con il suo giornalismo lei fa opinione e dà consigli e ciò è lecito, ma lo ammetta. Poi starà alla libera intelligenza di ognuno vedere in quello che lei scrive la giusta CREDIBILITA'. Con stima.
Caro Cordiero, la aspettavo al varco. Io non ho dato consigli, ho chiesto a un professionsta del trading online di darmi la sua lettura della situazione attuale. Se poi la gente vuole investire con i cfd, parlerà con lui o con qualcun'altro che fa quel lavoro: io non ho dato consigli, ho fatto informazione. C'è scritto da qualche parte dove e come investire nell'articolo, forse? Per questo non mi sento assolutamente responsabili nè di guadagni nè di perdite di eventuali lettori che vogliano contattare chi fa, come IgMarkets, trading on line su indici, valutario, commodities e quant'altro: io non ho detto investite con loro o investite in questo o quello, ho reso nota una delle opzioni possibili per chi teme - a ragione - l'azionario (anche lei, si decida: prima mi dice che il mio atteggiamento è quello di chi dice alla gente di tenere i soldi sotto il materasso o nelle intercapedini in cui lei ritrovò le famose 50mila lire, ora che darei consigli d'investimento..). Non so quanti giornalisti, poi, mettano così in evidenza, come ho fatto io, i rischi che il trading on line comporta a livello di possibili perdite. Per tutto questo la mia coscienza, personale e deontologica, è assolutamente pulita. Cordialmente. Mauro Bottarelli
Ci risiamo. Ho appena finito di apprezzare il lavoro del buon Bottarelli e subito dopo mi ritrovo a doverlo bonariamente redarguire. Nella sua risposta ad un mio commento del 2 settembre ultimo scorso lei scrive a propostio della sua professione di giornalista: "Omissis...Semplicemente, non mi importa. Per il semplice fatto che non gestisco un fondo e non sono un consulente d'investimenti, sono un giornalista e ritengo giusto informare la gente rispetto ai gravi rischi che si celano dietro le giornate di euforia collettiva...omissis". Scive questo in un contesto preciso nel quale io la esortavo a fare proposte e la chiedevo se la sua intenzione fosse quella di consigliare ai lettori di shortare l'azionario. Poi aggiunge "Omissis...Lei mi sta chiedendo di cambiare il mio modo di vedere le cose per evitare che alcune persone perdano soldi o non ne guadagnino quanto potrebbero facendo investimenti differenti: si rende conto? Io non sono né un broker, né un trader, né tantomeno un gestore di investimenti: sono un giornalista, piaccia o meno ciò che scrivo, il mio lavoro non è indirizzare il business di qualcuno ma cercare di leggere la realtà. Per questo le dico, con grande serenità, che non mi sento affatto responsabile per eventuali investimenti sbagliati da e per qualcuno: se volevo fare il promoter, non mi sarei iscritto all'Ordine dei giornalisti (e avrei certamente guadagnato molto, ma molto di più)...Omissis". Poi oggi...
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