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ELUANA/ 1. Zanon: formalismi a parte, salvare una vita non giustifica un'urgenza?

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L’articolo 77 della Costituzione è chiarissimo nell’attribuire alla responsabilità politica e giuridica del Governo la scelta sul ricorso alla decretazione d’urgenza. Per parte sua, il Capo dello Stato non ha, in sede di emanazione di un decreto, gli stessi poteri di cui dispone in sede di promulgazione di una legge. Può rifiutarsi di emanare un decreto-legge solo se ritenga manifestamente assenti i presupposti di necessità e urgenza che la Costituzione richiede. Che questo fosse il caso del decreto su Eluana, sommessamente, mi pare discutibile in fatto e in diritto.

 

La vicenda di Eluana è per il Presidente solo una vicenda singola, pur drammatica, ma non in grado da sola di legittimare il ricorso alla decretazione d’urgenza. Vi è qui un certo grado di formalismo: salvare una vita umana, anche una sola, non giustifica forse un provvedimento d’urgenza, anche ad personam? E poi: la vicenda Englaro è stata in realtà consapevolmente utilizzata come caso esemplare, emblematico di una tendenza culturale dotata di evidente significato generale e forza espansiva. L’urgenza del caso Eluana, si potrebbe dire, trascende di gran lunga la vicenda singola.

 

Ancora: il Capo dello Stato ritiene che il decreto della Corte d’appello, sulla cui base il tutore è autorizzato a chiedere il distacco del sondino, sia una decisione definitiva dell’autorità giudiziaria. Il rispetto del principio della separazione dei poteri gli impedirebbe perciò di avallare un decreto dell’esecutivo che ne paralizzi l’esecuzione. Ma anche questo argomento è controvertibile, perché, per definizione, i provvedimenti assunti in sede di giurisdizione volontaria non contenziosa non hanno forza di giudicato, e sono anzi revocabili e modificabili dal giudice in ogni momento, proprio perché preordinati all’esigenza prioritaria della tutela dei diritti di soggetti deboli.

 

La nota del Quirinale sostiene invece che il provvedimento in questione avrebbe forza di giudicato, perché sarebbe scaturito da un procedimento in contraddittorio, concluso con una decisione che si impone su contrapposte posizioni di diritto soggettivo. Ma dov’era, nel caso di Eluana, il contraddittorio e dov’erano le contrapposte posizioni di diritto soggettivo? Tutti sanno che, in ogni passaggio giudiziario di questa vicenda, il curatore speciale, nominato proprio per dare spazio a interessi divergenti rispetto a quelli del tutore (il padre), ha sempre appoggiato tutte le scelte di quest’ultimo!

 

E’ comunque obiettivamente controvertibile che nel nostro caso una sentenza passata davvero in giudicato vi sia, e che un atto del governo teso a paralizzarne l’esecuzione configuri realmente una lesione delle prerogative del potere giudiziario. Ed è dunque difficile convertire questa controversa questione in una ragione di manifesta inesistenza dei presupposti di necessità e urgenza.

 

Infine: siamo tutti d’accordo sul fatto che questa non sia materia da decreto-legge, e che sulle questioni di fine vita sia molto meglio un accordo il più ampio possibile in Parlamento. Ma l’ultima versione del decreto-legge, quella poi approvata, non pregiudicava in nulla il futuro lavoro parlamentare: avrebbe solo attuato, ragionevolmente, un principio di precauzione, impedendo qualunque sospensione del sostegno vitale ai soggetti non in grado di provvedere a sé stessi, fino all’approvazione della nuova legge, qualunque ne sia il contenuto.



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COMMENTI
07/02/2009 - Urgente solo la condanna a morte (Dario Chiesa)

Molti commenti favorevoli alla sentenza su Eluana parlano di ipocrisia, ma nessuno di loro ha il coraggio di chiamare ciò che sta avvenendo con il suo nome: uccisione. E non, caro Gerosa, per incapacità di medici o disorganizzazione di ospedali, ma per la terribile decisione di un padre, una decisione che lui stesso sembra abbia descritto come una “tortura disumana”. Almeno lui ha vissuto questa tragedia sulla sua pelle e sulla sua anima. Chi ha freddamente decretato in base a principi astratti o interessi ideologici sono i magistrati, compreso il presidente della Repubblica. Napolitano ha scelto di tornare a rappresentare solo la sua parte politica e non può più pretendere di rappresentare tutti gli italiani. E dovrà spiegare perché non ha ritenuto urgente la sospensione di una condanna a morte, considerandone invece urgente l’esecuzione. Urgente, dopo 17 anni? Davvero non si potevano aspettare i tempi di approvazione di una legge, che forse avrebbero potuto essere brevi, vista la situazione? Chi si è opposto alla condanna di Eluana dovrà continuare a combattere per evitare altre esecuzioni di Stato, paradossali in una società schierata contro la pena di morte. Questa è la vera ipocrisia e dispiace che dietro di essa si stano nascoste anche alte cariche dello Stato, passate come Scalfaro, e presenti come Fini e Napolitano

 
07/02/2009 - le tre B che destabilizzano il paese (Cristiana Gavio)

Concordo pienamente con il commento del signor Pennati.In quanto alla "banda dei tre B" che destabilizzerebbe il paese,mi tornano immediatamente alla mente i trinariciuti di guareschiana memoria.Non ci sarebbe piuttosto più utile riflettere su quale scenario nemmeno tanto futuro questa barbara cultura di morte va preparando ai singoli e al nostro povero Paese ? Se viene meno la certezza del diritto ad essere curati,assistiti e accompagnati nel momento della malattia,ma anche nella disabilità(che può toccare ciascuno di noi e dei nostri cari ,per un evento imprevisto e persino banale),nella vecchiaia e in qualunque tipo di bisogno nella nostra fragile vita,se questa certezza scompare dunque il valore delle nostre persone è in balia dell'ideologia dominante,del comodo e del calcolo interessato .Ho figli e nipoti,una madre e un suocero anziani:per nessuno di loro vorrei veder nascere un nuovo mondo così,privo di umanità e di rispetto per l'essere umano( che non è mai una "foglia di insalata").

 
07/02/2009 - l'agenzia Tass di sovietica memoria (Alberto Pennati)

Spiace che qualcuno sfrutti la sofferenza di Eluana, scrivendo attacchi alla Chiesa e a Berlusconi. Il nocciolo del problema è un altro: può un padre o un magistrato o chiunque altro, asserendo (e sfruttando) "nobili (?!?!) motivazioni" decidere di far morire una persona?

 
07/02/2009 - salvavita (orazio gerosa)

urgenza:quanta ipocrisia ! sono ultraconvinto che le statistiche dei pronti interventi ed altri trattamenti ospedalieri e terapeutici ci insegnano ben altro sul fallimento dei salva vita. Quanti pazienti "VIVI" sono morti negli ultimi anni per il ritardo di mancate prestazioni urgenti o per mancanza di posti letto portandoli da un ospedale all'altro ecc.? Dove erano allora Berlusconi, Bagnasco, Bertone e compagni? Formalismi si e formalismi no, guardiamo al nocciolo del problema: Il capo del governo sfrutta la situazione Eluana senza minimo ritegno e sensibilitá per raggiungere ben altri scopi: la continua destabilizzazione del paese per poi con un ultimo colpo di mano imporre il suo presidenzialismo bonapartista col tacito consenso dei "vicini di casa" che soffiano sul fuoco!

 
07/02/2009 - la vita di Eluana (Enzo Bezzi)

Salvare una vita è una urgenza primordiale. La Costituzione italiana pone regole per il bene comune e i diritti/doveri delle persone. Non credo che il Presidente Napolitano non potesse firmare il decreto del Governo a fronte del caso Eluana. Come mai costituzionalisti ed ex presidenti della Corte Costituzionale definiscono quel decreto ineccepibile e che non andava bloccato? Mentre altri affermano il contrario? Forse la risposta sta nell'ideologia che seguono sempre alcuni, come credo in questo caso abbia fatto Napolitano. Salvare la vita di Eluana è una urgenza ed una precauzione buona una garanzia visto la legge mancante oggi nel nostro ordinamento, e che il Parlamento vorrà certamente varare presto. E' vero "... su Napolitano la responsabilità di una vita".

 
07/02/2009 - Domande. (Alberto Pennati)

So che quanto chiedo non è l'aspetto più importante, che è il fatto che stanno uccidendo - con disprezzata e dispezzabile sentenza - Eluana. Ma, visto il citato articolo 77 della Costituzione: - è passibile d'arresto Napolitano per avere preventivamente chiesto al Consiglio dei Ministri di non varare il decreto? - è passibile d'arresto Napolitano per aver rifiutato di emanare il decreto?

 
07/02/2009 - continuo riflessioni (rita bigelli)

La seconda riflessione è per i componenti del Partito Radicale che urlano e intorbidano l’aria dove vivono,per creare quella “notte degli imbrogli “ di manzoniana memoria. Come mai diversi vostri esponenti (Pannella,Bonino ecc.) hanno fatto scioperi della fame e della sete, ma senza arrivare (provvidenzialmente) a estreme conseguenze per la loro vita? Forse i medici li hanno sottoposti a trattameni salvavita, contro la loro volontà pubblicamente espressa e sbandierata con tutti i mezzi di comunicazione? Come mai la loro volontà al rifiuto dell’intervento medico non è stata rispettata? Oggi volete un “Testamento biologico” per Legge che è una condanna a morte senza appello. Non siete sempre voi quelli che hanno proposto e perorato con grande determinazione la moratoria ONU sulla pena di morte? Come sostenete all’interno del vostro Cuore posizioni così laceratamene opposte? In questo periodo così triste,solo la Chiesa, per bocca del suo massimo rappresentante Papa Benedetto XVI, è dalla parte della vita sempre. Le opere assistenziali come quella di Lecco, dove era assistita Eluana, ci insegnano attraverso la dedizione discreta e silenziosa che una persona è sempre degna di amore e di rispetto anche se non “Ha tutti i bollini di qualità”.

 
07/02/2009 - reazione (rita bigelli)

Sto piangendo, sono sola nel mio ufficio, piango per Eluana, come dice Margherita Coletta “Ho un pugnale nel cuore”. Piango per me, per la mia famiglia, per mio figlio Carlo (cerebroleso grave), per l’altro figlio Luigi che sta ricevendo una lezione educativa che non condivido e mi spaventa per le conseguenze che può avere per il suo e il nostro futuro. “La vita è arcigna con chi le mette il muso…” (Muonier) Questa frase, che apre il blog ”Alza lo sguardo”, è stata scelta da cari amici che mi hanno fatto la carità di guardare al mio rapporto con la realtà quotidiana “senza muso”. Da quando la vicenda di Eluana Englaro occupa la prima pagina dei giornali e dei notiziari, mi si sono affacciate diverse riflessioni poco piacevoli, anzi bellicose. Ora mi spiego. Riflessione per il sig. Englaro, proprio perché ha sempre “il muso” e la vita nei suoi confronti è sicuramente “arcigna”, viste le persone che lo circondano e la grancassa che producono. Poiché è una persona in grado di intendere e di volere e non può sopportare una figlia come Eluana, che non si può esprimere secondo i canoni della normalità, perché non smette Lei di mangiare e bere? Vada Lei incontro alla morte come ha scelto per Eluana,assistito da tutti quelli che si sono offerti di fare assistenza a Udine. Terminerebbe così la sua sofferenza non più sopportabile, ma senza arrogarsi il diritto di far morire Eluana, che ha solo bisogno di essere accudita, pulita e nutrita.