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Economia e Finanza

ECONOMIA/ Fondazione Edison: l’Italia può contare ancora su un forte sistema industriale

La Fondazione Edison raccoglie i suoi studi e le sue ricerche sui temi dell’economia italiana. Dopo anni di recupero dell’export, la seconda parte del 2008 registrerà probabilmente un calo, sulla scia della crisi internazionale. Ma il sistema italiano è solido

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La Fondazione Edison raccoglie i suoi studi e le sue ricerche sui temi dell’economia italiana, in specifico dell’industria manifatturiera, dei distretti industriali, delle piccole e medie imprese e del commercio estero, e sulle maggiori questioni economiche mondiali in Approfondimenti statistici.  In particolare, le ricerche presentate in questo sito mettono in evidenza sia i brillanti risultati dell’export italiano nel corso del 2007, in netta ripresa dopo un periodo di forte rallentamento dovuto all’inasprirsi della concorrenza internazionale con l’ingresso della Cina nel commercio mondiale, sia la buona solidità dell’industria italiana confermata dalla tenuta sui mercati esteri nonostante già nel corso del 2007 si fossero presentate le prime conseguenze della crisi americana dei mutui subprime. L’industria manifatturiera italiana in questi ultimi anni ha saputo ristrutturarsi mantenendo così un ruolo preminente nel mondo e in Europa, dove è seconda solo alla Germania. Negli ultimi quattro anni l’export è cresciuto del 30% con risultati particolarmente rilevanti nel biennio 2006-2007; i dati mostrano inoltre performance particolarmente positive per il settore dell’automazione meccanica italiana, che si stanno confermando nella prima parte del 2008, nonostante il peggioramento della congiuntura mondiale. Alla luce dei sorprendenti risultati delle macchine industriali italiane il numero 25 degli Approfondimenti statistici è stato dedicato specificamente al comparto delle macchine per costruzioni che negli anni recenti hanno dimostrato forte vitalità collocandosi a livelli di eccellenza nel panorama internazionale.

La seconda parte del 2008 mostrerà probabilmente un calo dell’export manifatturiero italiano come conseguenza del calo degli scambi mondiali. La crisi che deriverà dalle attuali turbolenze economiche coinvolgerà anche i maggiori mercati di sbocco delle specializzazioni industriali italiane e avrà ripercussioni sui nostri livelli di export. Il castello di carte costruito dalla finanza per sostenere la crescita a debito su cui si basava l’economia americana è crollato coinvolgendo tutte le economie che in questi anni hanno man mano aggiunto carte a questo sistema, fino ad arrivare al punto di non sostenibilità della struttura. Anche l’Europa è stata investita da questo terremoto finanziario; se ci guardiamo attorno notiamo però che la scossa ha avuto differenti intensità nei paesi europei: i maggiori effetti si stanno propagando con forza in quei paesi che hanno basato la propria crescita sulla finanza, hanno cavalcato la bolla immobiliare e smantellato man mano il loro sistema produttivo. Al contrario l’Italia può contare ancora su un forte sistema industriale manifatturiero, su un’economia non basata sul debito delle famiglie e su un sistema bancario radicato territorialmente e fondato sulla solidità dei depositi e sui rapporti economici funzionali con le piccole e medie imprese e i distretti produttivi. Probabilmente queste caratteristiche italiane, che finora erano state pesantemente criticate perché considerate specifiche di un paese non avanzato, saranno per noi un punto di forza nella attuale crisi mondiale. I quaderni qui presentati aiutano a comprendere le tipicità dell’Italia e perché sia stato così importante continuare a puntare sul sistema manifatturiero e sui distretti industriali.

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