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ALITALIA/ Ferlini (Cdo), appello al governo: sostegno a Linate e Malpensa, le Pmi non possono aspettare

Pubblicazione:giovedì 30 ottobre 2008

malpensa1R375_29ott08.jpg (Foto)

A lanciare l’allarme è Massimo Ferlini: «tutte le imprese devono fare cartello per difendere il sistema aeroportuale lombardo» ha detto il presidente di Cdo Milano. È di oggi il comunicato di Compagnia delle Opere in cui si richiama il governo ad una maggiore consapevolezza dell’importanza strategica che hanno gli aeroporti lombardi per l’area più industrializzata del paese. «Malpensa e Linate sono la porta degli scambi lombardi, essenziali anche per alimentare il vasto sistema espositivo che, con Fiera Milano e le sue innumerevoli manifestazioni e la prospettiva dell’Expo 2015, ha raggiunto livelli qualitativi internazionali». È in gioco l’intero sistema della mobilità lombarda, che fa da traino al sistema produttivo del Nord del paese e non solo.

Dall’abbandono di Malpensa da parte di Alitalia, allo stop di sette mesi al decreto sull’Expo, ai finanziamenti a rischio non sono pochi i segnali che hanno allarmato i rappresentanti del sistema produttivo lombardo. Anche se il summit del centrodestra di ieri con Berlusconi, Moratti, Frattini, e i vertici del Bie rappresenta un chiaro segno della volontà di trovare una soluzione condivisa, sbloccando l’impasse.

«Sono in ritardo e a rischio finanziamenti – ha richiamato Ferlini - non solo i grandi collegamenti autostradali, come BreBeMi, ma anche il completamento delle metropolitane di Milano, vitali per l’economia cittadina e per migliorare le condizioni ambientali e del traffico. Ora, e nuovamente dopo la nascita di Cai, torna ad essere preda dell’incertezza anche il sistema degli aeroporti, a partire da Malpensa».

L’allarme di Ferlini arriva dopo una serie di preoccupazioni espresse da più parti, non ultimo il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, che sul Sole 24 Ore di domenica, giorno del “compleanno” dello scalo, ha invitato il governo ad incrementare l’accessibilità diretta a lungo raggio del paese attraverso una maggiore liberalizzazione dei diritti di traffico, dicendo sì ad un piano che ridimensioni Linate a patto però di non marginalizzare la scalo varesino.

Non possiamo permettere – questo il senso delle parole di Ferlini – che una fase delicata come quella attuale, sia per la crisi internazionale, che sta coinvolgendo le imprese, sia dal punto di vista societario, per le incognite legate a Cai, possa compromettere le potenzialità di sviluppo di una sistema economico che fa da volano di sviluppo per l’intero paese. E che, come teme la stretta creditizia, così non è può più tollerare ritardi infrastrutturali.

Da qui l’appello a tutte le organizzazioni imprenditoriali perché chiedano al governo di difendere il sistema della mobilità. E le reazioni non si sono fatte attendere. A cominciare da quella di Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano, che ha assicurato pieno appoggio all’iniziativa di Cdo. «Stimiamo ragionevolmente - ha commentato Accornero - che circa 15-17 mila operatori artigiani lombardi si servano almeno 3/4 volte ogni anno degli scali di Malpensa e Linate e che sono almeno 7-8 mila quelli lo fanno con frequenza ancora maggiore. Non è un mistero, inoltre, l’apprezzamento che gli artigiani hanno sempre dimostrato per l’aeroporto di Linate in ragione della sua favorevole collocazione logistica. Proprio nel momento in cui si chiede all’imprenditoria artigiana di impegnarsi per una maggior proiezione verso i mercati internazionali ci sembra paradossale che vengano loro sottratti strumenti indispensabili per poterla attuare».

 

 



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