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In arrivo il pacchetto anti-crisi. Tremonti: per le famiglie sarà fatto tutto il possibile

Sblocco degli investimenti, misure a sostegno delle imprese attraverso le banche sono i punti principali della politica che il Governo vuol mettere in atto contro la crisi

Tremonti_primopianoR375x255_27ago08.jpg (Foto)

Il pacchetto anti-crisi del governo non è ancora stato definito nel dettaglio ma conterrà una robusta spinta alla domanda pubblica, attraverso investimenti che saranno attivati sia dal Cipe sia da una nuova politica delle tariffe autostradali. Per le famiglie sarà fatto tutto il possibile, ma senza misure boomerang che aumentino il deficit.

Sono poi in arrivo interventi per sostenere le banche, che richiederanno l'approvazione parlamentare ma soprattutto l'adozione di un codice etico da parte degli istituti.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti interviene a sorpresa in aula a Montecitorio dove oggi sono iniziate le votazioni sulla Legge Finanziaria. Preannuncia così la messa a punto, nel contesto europeo, di provvedimenti anti-crisi. E, dopo le critiche sulla finanziaria troppo blindata, apre anche ad alcune proposte dell'opposizione, come la norma - subito dopo approvata dall'aula - che riserva al calo delle tasse di dipendenti e pensionati sotto i 50.000 euro (ma anche ai finanziamenti delle Pmi) le maggiori risorse che dovessero emergere dai conti del prossimo anno.

Tremonti difende la sua finanziaria: «È basata sul presupposto di una crisi in arrivo e in intensificazione». Ma sottolinea al'esigenza di tenere fermi i saldi, anche se con «spirito costruttivo». La tenuta dei conti dovrà rimanere salda anche con le misure che il governo sta predisponendo, in un contesto che - spiega il ministro - è europeo, parte dai dati condivisi messi appunto dall'Ecofin in base ai quali «molti Paesi sono in area di deficit eccessivo, mentre l'ipotesi avanza per l'Italia non è questa e si rimarrà fino al 2010 sotto il 3%».

È in questo contesto che arriverà il pacchetto di misure anticicliche del governo. Per le famiglie Tremonti non entra nei dettagli: «Faremo tutto il possibile nel modo più giusto possibile», dice spiegando che gli interventi non dovranno però «sfondare i criteri di deficit perché sarebbe illusorio

E perverso: il conto sarebbe di nuovo girato alla popolazione».

Arriverà invece una spinta alla domanda pubblica, attraverso gli investimenti. La proposta italiana di un bond europeo si è incagliata mentre ancora si discute a livello europeo dell'utilizzo la Banca europea degli investimenti: ma «l'Italia metterà in campo i propri strumenti autonomamente. Così' nei prossimi giorni è previsto «lo sblocco da parte del Cipe da parte di uno stock di investimenti per 16 miliardi di euro». Ci sarà poi «un utilizzo attivo e non passivo della Cassa Depositi e Prestiti, a partire dal Piano Casa». A questo - ed è la novità annunciata da Tremonti - si aggiungerà «un meccanismo di ristrutturazione delle tariffe che faccia ripartire investimenti sulle autostrade, subordinando una volta tanto le tariffe all'effettività degli investimenti, e che sarà in grado di mobilizzare investimenti molto elevati».

Per le imprese arrivano il progetto dell'Iva di cassa, pagata cioè dopo l'incasso e non dopo l'emissione della fattura, e altri provvedimenti per favorire il loro finanziamento. «Credo sia fondamentale chiarire che non abbiamo la minima intenzione di aiutare le banche, pur avendo la massima attenzione al finanziamento alle imprese. Se un meccanismo sarà attivato si tratterà di un canale di finanziamento rivolto alle imprese, non alle banche. Si tratterà di un fondo finalizzato alle

Imprese, seppur passando attraverso le banche».

Il funzionamento sarà «monitorato e segnalato all'attenzione del Parlamento: dovrò essere il sistema bancario a chiedere e il Parlamento a disporre con una norma, assolutamente bipartisan, in grado di assicurare la massima trasparenza». Ma non basta: l'acquisizione dei fondi sarà «subordinata all'applicazione, da parte delle banche di un codice etico».

Le opposizioni non hanno lesinato critiche al ministro dell'Economia. Il capogruppo del Pd, Antonello Soro ha accusato il governo di rinviare ancora misure necessarie. «Tremonti è un freddo ragioniere davanti al dramma di molti», ha aggiunto Marina Sereni (Pd). Dubbi sulle misure salva banche sono invece stati sollevati da Bruno Tabacci (Udc): «Le banche si trovano all'interno del sistema economico e poiché, attraverso il controllo che esse hanno delle grandi imprese indebitate, hanno le mani anche sui giornali, lei realizza un'operazione di potere che non mi convince».

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