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ALITALIA/ La Commissione Ue dà il via libera a Cai: non usufruirà di aiuti di Stato

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La procedura di cessione dei beni di Alitalia, prevista nell'ambito della liquidazione della compagnia, «non costituisce un aiuto di Stato a condizione che gli impegni assunti dalle autorità italiane siano pienamente rispettati». È quanto si legge in una nota diffusa da Bruxelles nella quale si afferma anche che, secondo la Commissione, «la procedura notificata dall'Italia offre garanzie di massimizzazione del valore dei beni venduti nell'interesse dei creditori».

Le decisioni adottate oggi, messe a punto dal gabinetto del commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, indicano poi che sarà un “monitoring trustee”, che verra' nominato in tempi strettissimi (due giorni) a vigilare che l'operazione di salvataggio di Alitalia avvenga a condizioni di mercato.

«La Commissione - prosegue la nota - ha dunque autorizzato l'Italia a procedere alla cessione dei beni. La decisione fa seguito ad un'altra decisione della Commissione con cui viene chiuso il procedimento di indagine formale in materia di aiuti di Stato aperto l'11 giugno 2008 con riguardo ad un prestito di 300 milioni di euro concesso dall'Italia ad Alitalia. La Commissione conclude che il prestito costituisce «un aiuto illegale e incompatibile con il mercato comune».

Nella nota Bruxelles ricorda che la situazione finanziaria di Alitalia, molto difficile in questi ultimi anni, si era ridotta allo stremo dopo il fallimento delle diverse iniziative industriali e dei tentativi di riacquisto della compagnia. Si è così giunti allo stato di insolvenza e il 29 agosto 2008 è

scattata la procedura d'amministrazione straordinaria.

Le vendite notificate non differiscono, di fatto, da qualsiasi altro tipo di vendita di beni alle condizioni di mercato, se si tiene conto in particolare delle specificità del settore del trasporto aereo e delle restrizioni normative.



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