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Economia e Finanza

PIANO ANTI-CRISI/ Dal Governo il pacchetto arriverà il 26 novembre. Niente detassazione della tredicesima

La misura, ha spiegato il Ministro Sacconi, costerebbe troppo. Ci saranno comunque misure per i redditi più bassi

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Il piano c'è e in tutto vale 80 miliardi, ma sul pacchetto famiglie-imprese il governo prende ancora un po' di tempo: il decreto legge ad hoc non sarà approvato questa settimana ma sarà varato dal Consiglio dei ministri il 26 novembre, annuncia il premier Silvio Berlusconi di ritorno nella capitale dal vertice italo-tedesco a Trieste.

Il Cdm di oggi servirà intanto a fare un primo giro di tavolo, in attesa della riunione del Comitato interministeriale della programmazione economica in agenda per venerdì.

Molti capitoli del nuovo intervento dell'Esecutivo sono comunque ormai chiari. A partire dallo sblocco da parte del Cipe di una prima tranche di fondi, oltre 16 miliardi, da utilizzare per rilanciare le infrastrutture e le grandi opere. Certe poi le novità per il mondo del credito. Anche queste dovrebbero arrivare via decreto sotto forma di sottoscrizione da parte del Tesoro di obbligazioni: obiettivo migliorare la patrimonializzazione delle banche.

Imprese e famiglie sono invece ancora due fronti aperti.

Subito arriverà una nuova boccata di ossigeno per i lavoratori in difficoltà: gli stanziamenti per la cassa integrazione in deroga (che sono saliti a quota 600 milioni nelle ultime settimane) potrebbero crescere ancora fino a sfiorare il miliardo di euro. Così come si sta lavorando all'ipotesi di estendere l'indennità di disoccupazione ai precari. Confermato poi il taglio fiscale sui premi di produttività e gli straordinari, mentre sono ancora in cantiere la riduzione dell'acconto delle tasse in pagamento fino a novembre, il cambiamento delle regole per il pagamento dell'Iva, l'alleggerimento dell'Irap.

Ciò che invece il ministro del Lavoro Sacconi esclude categoricamente è la possibilità che si detassino le tredicesime: il costo (6-8 miliardi) è troppo alto, spiega il ministro. Quello che però è certo, rassicura, è che si sta lavorando a misure in favore dei redditi più bassi. Si tratterà di un sollievo «temporaneo» perché, spiega sempre il ministro, i conti non permettono altro. Probabile quindi che sotto l'albero gli italiani trovino il classico “bonus”: allo studio quello bebe' (magari sotto forma di prestito come annunciato qualche tempo fa dal Cavaliere) ma anche uno per i nonni pensionati.

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