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Economia e Finanza

AUTO/ L’Ue verso gli aiuti alle case che investono in ricerca e sviluppo

Il Commissario alla concorrenza Neelie Kroes non vuole la corsa ai sussidi indiscriminati: sceglieremo una politica diversa dagli Usa

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Monito del commissario Ue alla concorrenza, Neelie Kroes: «No alla trappola di una corsa ai sussidi nel settore dell'auto».

A meno di una settimana dalla presentazione del piano anticrisi della Commissione Ue, la responsabile antitrust dell'esecutivo europeo ribadisce che di aiuti all'industria automobilistica bisogna parlare, ma lo si dovrà fare concedendoli solo a chi investe in ricerca e sviluppo e nelle nuove tecnologie verdi. Tutto ciò mantenendosi nel solco tracciato dalle regole comunitarie sugli aiuti di Stato ed evitando «vicoli ciechi».

«Quello che chiedo a tutti i governi - ha detto Kroes intervenendo nel corso di un convegno - è di evitare la costosa trappola della corsa ai sussidi. Bisogna resistere a questa tentazione», perché i rischi per la concorrenza sono alti e gli effetti di distorsioni sarebbero ben peggiori dell'attuale crisi. Certo, quello dell'automobile «è un settore importante», riconosce Kroes, ricordando però che 'c'è una grande possibilità di sostenerlo attraverso le attuali regole comunitarie sugli aiuti di Stato». Regole che già permettono di sostenere proprio le industrie che investono nella ricerca e nell'ambiente, «col duplice beneficio di aiutare l'industria e di affrontare il problema del cambiamento climatico».

A chi le ricorda che gli Usa sembrano intenzionati a varare un maxi piano di sostegno al settore dell'auto, Kroes risponde sottolineando come «l'economia e i contribuenti europei staranno meglio se i politici sceglieranno una strada diversa, più efficace». Perché «il nostro obiettivo - ha aggiunto

Kroes - non è solo quello di sopravvivere alla recessione che sta arrivando, ma di uscirne fuori più prosperi, con aziende più forti e con più posti di lavoro di prima».

«Ci sono strade - ha concluso il commissario Ue appellandosi ancora una volta ai governi europei - che non si possono percorrere, che non portano da nessuna parte e non forniranno alcun vantaggio all'economia. Per il bene di tutti spero quindi che i Paesi membri evitino vicoli ciechi e si mantengano sulla strada principale».

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