BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

In extremis maggioranza e opposizione cercano una soluzione all'aumento record dei prezzi

Santagata: «Cercheremo di sterilizzare la quota fiscale». Sul problema dell'aumento dei prezzi, leggi l'intervista a ROBERTO MONDUCCI (Istat). Su rincari energetici e delle bollette, vai all'approfondimento di PAOLA GARRONE (Politecnico di Milano)

bollette rincari_FN1.jpg (Foto)

Roma – «Stiamo verificando, nei limiti delle compatibilità europee, la possibilità di sterilizzare la quota fiscale di alcune tariffe energetiche ma siccome siamo consapevoli che siamo un governo in uscita elaboreremo una serie di strumenti e proposte e le proporremo all'opposizione». Queste le parole del ministro per l'Attuazione del programma, Giulio Santagata, all'uscita dall'odierno consiglio dei ministri. «Abbiamo chiesto il blocco degli aumenti dei prezzi, e quindi il presidente del Consiglio si rivolgerà anche all'opposizione per fare un decreto legge e bloccare le tariffe di luce, gas e carburanti», ha aggiunto poi Pecoraro-Scanio, spiegando che «l'unica strada è intervenire sulle tasse».

Il peso della stangata – La nuova stangata per le famiglie italiane, per quanto riguarda bollette della luce e del gas, costerà 58 euro l'anno. Considerando però anche il balzo generale dell'inflazione e dell'aumento dei prezzi al consumo, registrato dai dati Istat diffusi oggi, l'aggravio quest'anno per le famiglie italiane sarà tra i 1.200 e i 1.700 euro: sono queste le stime avanzate oggi dalle associazioni di difesa dei consumatori.

Le bollette – L'aumento delle bollette della luce e del gas è colpa del caro-greggio, che da gennaio del 2007 si è impennato del 93%: e così, ha deciso l'Autorità per l'energia, le tariffe della luce, a partire da domani, primo aprile, aumenteranno del 4,1% (+18 euro l'anno) e quelle del gas del 4,2% (+40 euro l'anno). Aumenti che preoccupano i consumatori, convinti che in questo modo «i gestori ingrassano e le famiglie finiscono invece alla canna del gas». In particolare, il prezzo dell'elettricità passa a 17,187 centesimi per kilowattora, mentre quello del gas sale a 72,75 centesimi per metro cubo. A parziale consolazione per i consumatori, grazie al recente decreto sulle accise del gas naturale è stato rivisto con effetto retroattivo l'aumento del primo trimestre 2008 (da +3,4% a +2,8%, vale a dire 26 euro in più invece dei 32 annunciati a fine dicembre).

Le parole dell’Autorità per l’Energia – «L'Italia – osserva nella nota il presidente dell'Autorità per l’Energia Alessandro Ortis – dipende dall'estero per l'85% del suo fabbisogno energetico, un grado ben superiore alla media europea e il 60% dell'energia elettrica è prodotto con costosi idrocarburi, i cui prezzi sono fortemente influenzati dalle quotazioni internazionali». Secondo Ortis, dunque, «é molto frustrante essere costretti a registrare aumenti ma, a parte le imposte, il 60% delle nostre bollette di luce e gas, è fortemente condizionato dal costo del petrolio: in queste condizioni il caro-greggio travolge purtroppo anche i pur sensibili benefici della continua riduzione delle tariffe dei servizi infrastrutturali da noi amministrate, del contenimento degli oneri di sistema grazie ai provvedimenti adottati e dei primi vantaggi delle liberalizzazioni. Senza questi benefici, gli aumenti sarebbero stati superiori».

I dati Istat – Trova conferma l'ondata di aumenti annunciata dagli osservatori economici e già percepita dai portafogli degli italiani. A comunicare i dati è l'Istat con la pubblicazione degli indici provvisori dei prezzi al consumo per il mese di marzo 2008.
Il dato più rilevante è il galoppare dell'inflazione che tocca il massimo mai raggiunto dal settembre 1996, facendo crescere i prezzi rispetto allo stesso mese dell'anno scorso del 3,4%. Su base mensile invece i prezzi sono cresciuti dello 0,5%. I maggiori rincari si sono verificati nel settore dei trasporti (+ 5,8%) e in quello dei prodotti alimentari (+ 5,5%). Alte anche le spese per abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili, che fanno registrare un'impennata su base annua del 4,4%.
Ma le sorprese più rilevanti (anche se, forse, le più prevedibili) i consumatori le hanno avute per quanto riguarda il prezzo di gasolio e benzina. A marzo schizza alle stelle il prezzo del carburante diesel, che si presenta a marzo maggiorato del 20,2% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso (+ 4,8% su base mensile). Anche la benzina verde si allinea al trend e si fa pagare il 2,1% in più rispetto ad un mese fa ed il 13,2% in più rispetto al marzo 2007.
Preoccupante soprattutto il lievitante prezzo dei generi di prima necessità: su base annua il pane è aumentato del 13,2%, il latte del 10,5. La pasta arriva addirittura al 17% in più dell'anno scorso. Magra consolazione per il consumatore sono gli unici servizi che fanno registrare un'inflessione negativa: meno 0,3% per le spese sanitarie e meno 2,1% per le comunicazioni.
Quanto meno l'Italia non è la sola a navigare in cattive acque: con la pubblicazione delle stime rapide di Eurostat è stato reso noto che tutta la zona della nuova moneta ha subito un'impennata dell'inflazione che ha fatto lievitare i prezzi del 3,5% su base annua in tutta Eurolandia.

(Foto: Imagoeconomica)
© Riproduzione Riservata.