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Economia e Finanza

Letta: la soluzione per Alitalia è solamente Air France. No a un prestito ponte chiesto dai sindacati

Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio apre così il confronto con i sindacati a Palazzo Chigi. Leggi il DOSSIER ALITALIA

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Air France-Klm «è l'unica proposta sul tavolo». Lo ha ribadito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, aprendo il confronto tra governo e sindacati. «Assumersi oggi responsabilità - ha detto - vuol dire comprendere che Air France-Klm è l'unica proposta sul tavolo, che la nostra compagnia di bandiera non può rimanere in piedi da sola, che, come certificato dal cda di Alitalia, la liquidità dell'azienda è in fase di esaurimento e che, come ricordato dal commissario europeo alla Concorrenza, l'immissione di nuovi fondi pubblici è impossibile».
La prossima settimana il Governo presenterà ad Air France-Klm un documento per riaprire il confronto. «Il governo - ha detto Letta - può avere un ruolo di iniziativa che abbia tutte le parti in causa come interlocutori. Una prima fase deve essere fatta di contatti informali. Una seconda fase formale con gli esiti della prima fase, vedrà la presentazione di un documento con cui far tornare al tavolo Air France-Klm. I tempi previsti per questo documento sono per la prossima settimana».
All'incontro sono presenti per l'esecutivo il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta, quello all'Economia, Massimo Tononi e i ministri dello Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani e dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Sono inoltre presenti i vertici delle nove sigle sindacali, Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl Ta, Sdl, Anpac, Unione Piloti, Anpav e Avia.
L'acquisizione da parte di Air France-Klm - ha sottolineato Letta - avviene con condizioni finanziarie onorevoli, al prezzo di “listino” vanno aggiunti il riscatto del debito e gli investimenti attraverso l'aumento di capitale di rischio, con un piano industriale che assicura continuità e, nel futuro, l'espansione della compagnia di bandiera italiana. 
I sindacati, unitariamente, hanno però richiesto che la trattativa per la cessione di Alitalia venga riportata a palazzo Chigi che si deve attivare per favorire il prestito ponte necessario alla sopravvivenza nell'immediato della compagnia. Secondo le nove sigle, serve «un'assunzione di responsabilità» da parte dell'Esecutivo e devono inoltre essere tolti di mezzo «ultimatum» dannosi per il confronto.
La replica del ministro Bersani è stata secca: il ruolo del governo come mediatore è limitato e può agire solo a «valle di un'intesa».  «Dopo 20 anni di perdite, i rapporti di forza sono quelli che sono. Siamo a un passaggio urgente e il ruolo del governo è a valle di un'intesa. Non vogliamo lasciare a casa nessuno». «Nessun prestito ponte - ha aggiunto Bersani - se non c'è una sponda. Esamineremo il problema occupazionale a valle di un'intesa. Non siamo mediatori classici. Attenti all'Europa: nessun prestito ponte se non c'è un'intesa».
«Il governo deve tener conto di un ruolo particolare: è il venditore - ha aggiunto il ministro ai sindacati - e quindi deve contemporaneamente tener conto anche del compratore e allo stesso tempo essere interlocutore dei sindacati. Deve quindi accompagnare questa fase». «Terremo conto delle prospettive occupazionali e delle ricadute sul lavoro. Su Alitalia non stiamo facendo campagna elettorale. Anzi, per essere qui, l'abbiamo sospesa».
Enrico ha Letta ha anche ricordato che il Governo ha lavorato in questi giorni per creare «una seconda opportunità affinché l'accordo con Air France-Klm si concluda». Ma, ha ammonito, «terze occasioni non si presenteranno. Per questo è indispensabile che questa seconda e ultima chance sia verificata a partire da oggi e nei prossimi giorni al di fuori delle tossine della campagna elettorale che tanti danni hanno fatta all'azienda». Nella vicenda Alitalia, ha spiegato Letta, l'azione del governo è guidata dalla «necessità di raggiungere quattro obiettivi». Il primo, ha spiegato Letta, «è assicurare al Paese un adeguato sistema di trasporto aereo», il secondo è «rispondere all'ansia di tutti i lavoratori e delle loro famiglie». Il terzo obiettivo, ha aggiunto, è «offrire al cittadino-viaggiatore maggiori opportunità, servizi migliori e costi più contenuti» e, il quarto è «garantire, attraverso una adeguata politica del trasporto aereo, un'equilibrata “armonia territoriale” del Paese».

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COMMENTI
10/04/2008 - Alitalia, Malpensa, politica e mercato... (Luca Solari)

Il Mercato nella storia del nostro Paese è uno strano luogo (del desiderio e della paura nel contempo) che si declina continuamente nel discorso politico con fattezze multiformi.A tratti rappresenta la Soluzione (un po' contendendo questo primato alle Riforme istituzionali...), poi nello scorrere frenetico di una notte diviene il Problema.Diverte in questo alternarsi sfrenato la sensazione che sia in realtà un'immaginifica giostra sulla quale si sale e poi si scende senza pagare il biglietto della Coerenza.La vicenda Alitalia, da questo specifico punto di vista, diviene quindi emblematica ed esemplifica come la nostra politica sia abituata a declinare Problemi e Soluzioni come traiettorie teoriche atte in realtà a procrastinare sempre il momento dell'Azione che è l'unica che dia veramente senso a Problemi e Soluzioni di ogni colore.Il dibattito quindi si insegue in un alternarsi di posizioni che si giustifica solo perché la nostra è una società che dà primato al momento e non alla storia e al processo. E' su questo però che si stende il rimpianto di chi vede come anche forze morali e politiche che dovrebbero dare voce a responsabilità ed azione si perdano nel gioco delle parti e non riescano a dire chiaramente che:1. Alitalia può sopravvivere se e solo se sceglie inequivocabilmente o Roma o Milano e 2. Alitalia è arrivata a questo disastro perché non ha mai risposto al mercato. Air France ne è la conseguenza perché in questo Paese riesce a cambiare solo chi non ci vive...