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L'allarme del Fmi: più di 43 miliardi di dollari di perdite per le banche europee

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Il Fondo Monetario Internazionale ha stimato che le istituzioni finanziarie europee riporteranno ulteriori perdite per 43 miliardi di dollari, a causa degli effetti del dissesto dei mutui subprime, e ha ribadito che la Bce ha spazio per abbassare il livello dei tassi di interesse alla luce del deterioramento dell'outlook economico. In un rapporto del Fmi sull'economia europea - diffuso ieri a Francoforte - si spiega che le banche europee hanno già riportato circa 80 miliardi di dollari di perdite a partire dal mese scorso e che ora rischiano di dover svelare nuove svalutazioni per via dell'ulteriore deterioramento del credito subprime.

Rischi - L'impatto della crisi del credito per il sistema finanziario dell'Europa «non è ancora superato», sottolinea il Fmi, secondo cui «un serie di stime suggerisce che la registrazione delle perdite per molte istituzioni finanziarie deve ancora fare i conti con la realtà». E mentre si è visto che il sistema finanziario dell'area europea ha dimostrato «una capacita di tenuta abbastanza buona finora», il Fmi rileva che la liquidità rimane «seriamente compromessa». Il Fondo stima che l'esposizione delle banche europee al credito immobiliare a rischio ammonta a circa 280 miliardi di dollari, pari al 40% del totale. Il Fmi sottolinea che la situazione di difficoltà delle banche determinerà un «rilevante» impatto sull'economia europea dal momento che per aziende e consumatori diventerà più difficile e costoso ottenere finanziamenti. Inoltre la «sopravvalutazione» dell'euro e una «blanda» recessione dell'economia statunitense costituiscono un ulteriore fattore di rischio per le prospettive economiche.

Peggioramento - Il Fondo ribadisce che la Bce può «allentare» la politica monetaria dal momento che le stime sull'economia dell'eurozona indicano un rallentamento della crescita all'1,4% quest'anno e all'1,2% nel 2009 da un ritmo del 2,6% registrato nel 2007, mentre l'inflazione dovrebbe scendere sotto il tetto del 2%. «Noi non stiamo dicendo di tagliare i tassi di interesse adesso, ma nelle nostre previsioni riteniamo che gli shock dei prezzi delle commodity sono transitori», ha spiegato durante la presentazione del rapporto il direttore del Fmi per l'Europa, Michael Deppler, aggiungendo che «se, come anticipato, le aspettative di inflazione rimangono ben ancorate e gli indicatori macroeconomici confermano un rallentamento, emergerà con maggiore evidenza che c'é spazio per un allentamento». In particolare, il Fondo ha evidenziato che «non è da escludere un ulteriore peggioramento della stretta creditizia rispetto a quanto previsto finora» e «questo può innescare una spirale al ribasso attraverso cui una debole espansione del credito potrebbe sfociare in un marcato rallentamento economico».

(foto:imagoeconomica)



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