BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NUCLEARE / Secondo Fulvio Conti (Enel) è possibile fare una centrale in 7-10 anni

Pubblicazione:

nucleare_FN1.jpg

Roma – Si ritorna a parlare di nucleare. E ancora una volta chi lavora direttamente nel campo dell’energia dichiara apertamente la disponibilità ad attivarsi in questo settore, mettendo a disposizione non solo gli intenti, ma anche i mezzi. Ieri è stata volta dell’amministratore delegato di Enel Fulvio Conti, che, al termine di una conferenza stampa durante l’undicesimo International Energy Forum che si conclude oggi a Roma, ha dichiarato che, ove fosse richiesto, Enel dispone delle capacità tecniche per costruire in 7-10 anni una centrale nucleare per la produzione di energia in Italia. La decisione, però, in merito al fatto se riadottare o meno questa tecnologia «spetta alla politica, e su questo io non posso fare previsioni». «Noi siamo pronti dal punto di vista tecnico, se ci dovessero chiamare», ha proseguito ancora Conti. Secondo l’ad di Enel insistere sul no al nucleare, bocciato con un referendum negli anni ’80 «è dire no all’efficienza energetica», e l'Italia continuerebbe a pagare questa scelta con un gap sui costi dell'energia rispetto al resto d'Europa. Peraltro, mentre in Italia la produzione di elettricità è eccessivamente sbilanciata sul gas (60%), che per la maggior parte giunge tramite i gasdotti con Russia e Algeria. Un fattore che limita la capacità di diversificazione delle forniture. Per questo Enel sta portando avanti investimenti sui sistemi di rigassificazione, che permetteranno di migliorare la sicurezza sugli approvvigionamenti. «Dobbiamo spingere sulle infrastrutture. E per l'energia - ha concluso Conti - servono politiche lungimiranti».

La nota di Legambiente – In questi stessi giorni però, sfruttando l’imminente anniversario del ditastro di Chernobyl (26 aprile 1986), si fanno sentire anche le voci di coloro che intravedono nel ritorno al nucleare un rischio per il Paese. Legambiente in particolare ha lanciato un appello a Comuni, Province e Regioni perché si dichiarino «territori contrari alla produzione e all’uso di energia nucleare», vietino «l’installazione di centrali che sfruttino l’energia atomica» e garantiscano «la massima trasparenza e partecipazione nell’eventuale processo di individuazione di siti di stoccaggio per le scorie derivanti dal decommissioning delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987 sul territorio». «A ventidue anni da Chernobyl nessuno dei problemi di allora è stato minimamente risolto – afferma il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – scorie radioattive, sicurezza degli impianti, costi altissimi, rendono inutilizzabile il nucleare. Inoltre quello che i fanatici dell’atomo fanno finta di non sapere è che la battaglia per la riduzione della CO2 non può aspettare i 10 anni che come minimo sono necessari per costruire una centrale nucleare». Solo in Europa, sempre secondo Legambiente, i rifiuti nucleari sono 100mila tonnellate e crescono di 40 mila metri cubi all’anno e nessun Paese ha realizzato un sito definitivo per trattarli. E problematico è anche lo smantellamento degli impianti arrivati alla fine del loro ciclo di vita: può costare da 500 milioni a 2,6 miliardi di dollari a seconda della tecnologia del reattore.

Guarda l'intervista all'ad di Enel realizzata da Sherpa Tv



© Riproduzione Riservata.