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La corsa del petrolio manda alle stelle il prezzo dei beni alimentari

Pubblicazione:mercoledì 23 aprile 2008

Petrolio_FN1.jpg (Foto)

La corsa del prezzo del petrolio non si ferma. Ieri a New York è stato infranto un nuovo record: oltre 119 dollari al barile. A quanto pare, a causare l’impennata del greggio sono stati alcuni attacchi a installazioni produttive in Nigeria, che hanno seriamente compromesso le forniture del primo produttore dell’Africa continentale. Inoltre, la seduta di ieri sul Nymex, la Borsa merci di New York, ha visto l’esaurimento dei futures sul greggio in scadenza per il mese entrante.
Il caro-petrolio potrebbe «portare alla recessione su scala globale». Lo ha detto, a margine dell'ultima giornata dei lavori dell'International Energy Forum, il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, Nobuo Tanaka. Lunedì il premier uscente Romano Prodi aveva dichiarato: «Prezzi del petrolio troppo alti pesano sull'economia mondiale, specie sui Paesi più poveri, con un costo, diretto e indiretto, stimabile in 500 miliardi di dollari ogni 10 di dollari di aumento del prezzo al barile». E i continui allarmi hanno alla fine provocato la reazione dell'Opec che, contrariamente a quanto annunciato lunedì, aumenterà la produzione di cinque milioni di barili al giorno entro il 2012, come dichiarato dal segretario generale dell'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, Abdullah Salem El-Badri, che ha anche detto che l’Organizzazione punta ad aumentare la capacità produttiva di nove milioni di barili al giorno entro il 2020.
Naturalmente l'impennata dei prezzi del petrolio ha portato a un nuovo record per la benzina che raggiunge gli 1,413 euro al litro, mentre il gasolio schizza ad un soffio da quota 1,4 euro al litro.
Ma non è tutto, perché insieme a quella del greggio non si ferma neanche la corsa dell'euro sul dollaro. La moneta europea ha fatto segnare un nuovo record storico superando per la prima volta quota 1,60. A far volare l'euro verso il nuovo primato sono state soprattutto le dichiarazioni di diversi esponenti del consiglio direttivo della Bce, che non escludono nuovi possibili aumenti dei tassi europei. Infine, non bisogna dimenticare che questa situazione si riflette anche sull’andamento generale dei prezzi, in particolare di quelli alimentari.
Come spiega anche Ugo Bertone nel suo approfondimento, infatti, l’aumento del greggio ha reso conveniente i carburanti “verdi”, con l’utilizzo sempre più frequente di coltivazioni ad uso di produzione di “biocarburanti”, anziché delle tradizionali colture.

(Foto: Imagoeconomica)


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