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Economia e Finanza

Bernanke (Fed): anche negli Usa la crisi è pesante, ma a fine anno dovrebbe migliorare

Il presidente della banca centrale americana ammette che la recessione è possibile, ma lascia intravvedere miglioramenti futuri. Leggi l’approfondimento dell’economista PAOLO DE CARLI (Università di Milano) e il commento di UGO BERTONE (direttore di Finanza&Mercati)

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Il Presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, lo ha ammesso: la recessione, negli Stati Uniti, è possibile: «È probabile che nel primo semestre del 2008 il Prodotto interno lordo non crescerà molto, e forse niente affatto, subendo anche una leggera fase di contrazione».
Riguardo ai fondamentali dell'economia americana, «chiaramente, la congiuntura degli Stati Uniti sta attraversando un periodo molto difficile», con il tasso di disoccupazione che potrebbe anche salire nei prossimi mesi. Ma guardando in avanti le cose dovrebbero comunque migliorare nel «secondo semestre dell'anno, sebbene i rischi sulla crescita siano al ribasso».
Sull'inflazione, Bernanke ha parlato della possibilità che la sua crescita rallenti il passo nei prossimi trimestri, pur ammettendo che gli elevati prezzi del petrolio hanno oscurato l'outlook. In ogni caso, non è stato fatto alcun riferimento a nuove possibili riduzioni dei tassi di sconto. Il numero uno della Fed ha comunque precisato che sta facendo il possibile per «fare in modo che i tassi sui fed funds garantiscano sia la stabilità dei prezzi che la crescita economica».
Bernanke, nell'audizione alla Commissione congiunta dell'economia del Congresso degli Stati Uniti, ha però anche sottolineato che la maggior parte degli aggiustamenti in corso nei mercati finanziari e anche nella congiuntura Usa è stata completata; fattore che porta a ritenere che le condizioni miglioreranno alla fine dell'anno, grazie anche al pacchetto di incentivi fiscali approvato dal Congresso per un valore di 168 miliardi di dollari.
Oggetto del discorso del Presidente della Fed è stato anche il caso Bear Stearns, la quinta banca d'affari americana sull'orlo del fallimento, salvata in extremis proprio grazie all'aiuto della banca centrale americana. Per questo Bernanke ha voluto smorzare le preoccupazioni di coloro che temono che la Fed si sia esposta troppo, e abbia messo a rischio anche i soldi dei contribuenti, offrendo un finanziamento di 29 miliardi di dollari al colosso finanziario. Innanzitutto, «tutte le garanzie offerte da Bear Stearns (a fronte dei prestiti) sono state valutate in modo indipendente da BlackRock», ha detto il presidente della Fed, e le stesse garanzie hanno una valutazione di "investment grade".
Sulla crisi generale del credito, la Fed «monitorerà da vicino le banche d'affari», come auspicato anche dal segretario al Tesoro Usa Henry Paulson, il cui piano di riforma sul sistema di vigilanza del sistema finanziario è stato definito da Bernanke un primo passo «interessante e utile».

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