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Fondo Monetario Internazionale: l’Italia verso crescita zero. Draghi non ci sta: dato troppo pessimista

Nel nuovo rapporto il nostro Pil rivisto al +0,3%. Anche il Commissario Ue Almunia è d'accordo con il governatore di Bankitalia

Draghi_FN1.jpg (Foto)

Il Fondo monetario internazionale taglia drasticamente le prospettive di crescita economica in Italia per il 2008: l'incremento del Pil, infatti, non supererà lo 0,3% a fine anno. Il dato, che sarà ufficializzato nel Rapporto economico globale mercoledì prossimo, è dell'1% inferiore alle stime di ottobre, ma è anche la metà rispetto allo 0,6% che lo stesso Fmi riteneva raggiungibile ancora all'inizio di marzo. Secca riduzione della crescita anche per la zona dell'euro. Il prodotto registrerà un aumento inferiore all'1,3%, a fronte dell'1,8% stimato a gennaio.

Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, non ci sta. Si tratta, ha detto, di stime «troppo pessimiste», soprattutto per quanto riguarda il complesso dell'eurozona. Valutazione condivisa dal commissario dell'Ue agli Affari economici Joaquin Almunia, che non è voluto intervenire però sulle previsioni per i singoli paesi. Draghi, tuttavia, riconosce il problema dell’inflazione, che «rimarrà alta quest'anno in Europa a causa del prezzo del petrolio, degli alimentari, del cibo e questo pone problemi, è motivo di preoccupazione». Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, come Draghi ha cercato di contestualizzare i dati del Fmi, osservando che il problema non è solo italiano: «Il taglio riguarda tutti i Paesi. Purtroppo la crisi è più forte di quanto si pensava, speriamo non diventi recessione come alcuni temono».

Le stime del Fondo monetario internazionale parlano anche del rapporto deficit/Pil che dovrebbe attestarsi in Italia al 2,5% sia quest'anno che nel 2009, mentre il rapporto debito/Pil dovrebbe essere quest'anno del 103,6%. Complessivamente la crescita mondiale 2008 sarà del 3,7%, in rallentamento rispetto al 4,1% stimato in gennaio, con una possibilità su quattro di recessione globale. I mercati finanziari sono «il principale rischio per l'economia globale». Il paese più penalizzato saranno gli Usa, che dovrebbero crescere solo dello 0,5%.

(Foto: Imagoeconomica)
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