BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

ALITALIA/ Prosegue il lavoro del Governo per uscire dalla crisi. Ermolli fiducioso sulla cordata

Oggi il decreto che stanzia il prestito ponte arriverà oggi in Senato. Intesa SanPaolo smentisce contatti con il superconsulente di Berlusconi. Vai al Dossier Alitalia

Alitalia-nastro_FN1.jpg(Foto)

Per Alitalia, dice il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli, «troveremo la soluzione: stiamo lavorando, lasciateci lavorare ancora qualche giorno».
E Bruno Ermolli, il superconsulente che sta esaminando il dossier Alitalia su mandato del presidente del Consiglio, sta mettendo a punto in silenzio il progetto di cordata italiana promesso da Silvio Berlusconi: non ne svela ancora i possibili contenuti, ma mostra fiducia: «Io ci credo», ha detto.
Pressing dei sindacati, con il leader della Cgil Guglielmo Epifani che al primo incontro con il Governo, oggi a Palazzo Chigi, ha sollecitato un incontro «rapidissimo». Formalmente le prossime mosse sono in mano al Tesoro che deve sciogliere due nodi che oggi legano le mani ai vertici della
compagnia. Va scelta la persona giusta per guidare Alitalia in questa fase. E tocca ancora al ministro dell'Economia, come azionista, definire in che contesto va riaperto il dossier privatizzazione, già passato prima per una procedura di gara poi per un mandato all'ex presidente Maurizio Prato a gestire direttamente le trattative con i possibili partner industriali: da quando è fallita la trattativa con Air France formalmente non c'é una porta aperta per gestire l'ingresso di un nuovo socio, unica strada per salvare Alitalia.
È anche per questo motivo che quando Ermolli ha chiesto di esaminare i conti della compagnia il cda ha risposto che la richiesta va formalizzata secondo le «indicazioni di contesto» ancora attese dal Tesoro.
Fari puntati sulla possibile cordata italiana. «Abbiamo fatto un'ampia relazione alla presidenza del Consiglio dei ministri, è presto per parlare di cifre», ha detto Ermolli rispondendo ad una domanda sulle indiscrezioni di stampa che indicano una base di 1,4 miliardi. Dalle poche indicazioni fino ad ora emerse la disponibilità di investitori italiani c'é ma, accanto ad un nocciolo di azionisti italiani, va individuato un buon piano industriale ed un forte partner del settore che possa realizzarlo. Intanto la compagnia continua ad accumulare perdite e a consumare la cassa con un debito a quota 1,35 miliardi al 30 aprile a cui vanno aggiunti i 300 milioni del prestito ponte del governo. Il decreto che stanzia il prestito per Alitalia ha avuto il via libera della Commissione del Senato e, senza emendamenti, arriverà oggi in aula.
Intesa Sanpaolo, che ha sostenuto il progetto di AirOne, guarda con interesse al progetto «in attesa di capire qualcosa di più». Valuterà il dosier «se c'é un piano industriale in un contesto internazionale per una compagnia orientata a crescere», ma al momento, ha indicato il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza, non avrebbe avuto alcun contatto con Ermolli: «Mai visto».

(Foto: Imagoeconomica)
© Riproduzione Riservata.