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ALITALIA/ Ermolli presenta a Tremonti il dossier sulla cordata italiana

Pubblicazione:giovedì 29 maggio 2008

Alitalia-persone_FN1.jpg (Foto)

Il dossier è in mano al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che sul futuro di Alitalia lavora in rigoroso silenzio. Mantenuto ancora una volta in piedi il precario equilibrio dei conti grazie ai 300 milioni prestati dal governo, i manager della compagnia sono riusciti a chiudere il bilancio 2007 (con 495 milioni di perdite) evitando la liquidazione, e sono ora in attesa delle mosse del Tesoro.
Il Cda di Alitalia è stato ancora una volta chiarissimo, solo un nuovo azionista può salvare la compagnia: non ci sono altre strade, è necessaria «una ricapitalizzazione da effettuare in tempi brevissimi». E bisogna attendere «le indicazioni di contesto che l'azionista vorrà formulare».
Intanto il governo gioca la difficilissima partita di difendere il prestito ponte a Bruxelles. La Commissione potrebbe considerare un aiuto di Stato non consentito i 300 milioni che tengono artificialmente in vita Alitalia: per decidere deve valutare i chiarimenti chiesti al governo italiano.
Inizierà oggi, in aula alla Camera, la discussione sul decreto che stanzia il prestito. Il voto dovrebbe essere il 5 giugno.
Quello del governo «é un silenzio operoso», ha indicato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola: c'é la consapevolezza che la situazione da affrontare «é una emergenza», e che «i tempi dovranno essere brevi».
«Il governo sta lavorando, di più non posso dire», ribadisce il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli. Per il ministro degli Esteri Franco Frattini «l'obiettivo è cercare una cordata italiana che lasci l'italianità della compagnia di bandiera e che possa stringere alleanze, ma sul piede di parità, con partner strategici».
E la lista degli imprenditori candidati ad aderire alla cordata promossa in campagna elettorale da Silvio Berlusconi sarebbe stata consegnata, secondo indiscrezioni di stampa, al ministro dell'Economia. Del dossier messo a punto dal superconsulente Bruno Ermolli, su mandato del presidente del Consiglio, c'é ancora un velo, anche se continua la girandola di voci sui nomi: Benetton, Colaninno, Riva, Fossati, Aponte, Ligresti, Radici. Tra le banche Intesa-San Paolo, forse anche solo come advisor. Resta vivo anche l'interesse del fondatore di AirOne Carlo Toto, mentre si cerca di capire se c'é il partner industriale internazionale che potrebbe essere decisivo per la riuscita dell'operazione.

(Foto: Imagoeconomica)


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