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Cattaneo: Alitalia si pentirà di aver abbandonato Malpensa

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Ieri mattina alle 10.35 l'AmericanAirlines, prima compagnia al mondo per numero di passeggeri, ha inaugurato il suo primo volo Malpensa-New York Jfk, che segna il ritorno del vettore americano sulle piste dello scalo milanese.
Il piano prevede un volo giornaliero per la stagione estiva, mentre ve ne sarano cinque la settimana nel periodo invernale. «Milano è uno dei centri d'affari maggiori per quanto riguarda la finanza, la moda e l'industria ed è anche una destinazione molto interessante per i turisti americani» afferma il vicepresidente della American Airlines, Craig Kreeger.

All'inaugurazione fanno da sfondo però le polemiche per le recenti vicissitudini della compagnia di bandiera italiana: Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastruttire della Regione Lombardia, ha dichiarato che «non solo lo scalo non è morto, ma dà grandi segni di vitalità come il ritorno di oggi di AmericanAirlines e quelli dati nei giorni scorsi da vettori italiani e europei. Solo un operatore - evidentemente riferendosi ad Alitalia - non capisce che stando lontano da qui può solo rimetterci».
Nel dibattito è intervenuto anche Dario Galli, presidente della Provincia di Varese, che si scaglia contro il piano di ridimensionamento dei voli in partenza dallo scalo varesino:«Sarà recuperato il traffico passeggeri e anche l'indotto ne beneficerà. Chi ha abbandonato Malpensa troppo frettolosamente tra pochi mesi si renderà conto di aver fatto un errore e avrà delle difficoltà in più».
Ancora Cattaneo ha commentato la richiesta di danni presentata da Alitalia alla Sea, società che gestisce gli scali milanesi, ed afferma icastico: «Invece che prendersela con Sea, Alitalia dovrebbe fare causa a se stessa, al proprio CdA e al proprio management per aver preso decisioni così dissennate». «Se dopo aver perso tanti passeggeri Alitalia rinuncerà anche per la stagione invernale agli slot di Malpensa allora vorrà dire che i vertici non hanno a cuore le sorti della compagnia, ma solo un concetto astratto e romanocentrico».



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