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LA RELAZIONE/ Per Draghi il Paese ha desiderio, ambizione e risorse. Occorre liberarle

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Oggi a Palazzo Koch si è svolta l'Assemblea ordinaria dei partecipanti, durante la quale il Governatore Mario Draghi ha letto le tanto attese Considerazioni Finali sul 2007.
Draghi ha ricordato che il nuovo sistema europeo di regolamento interbancario (TARGET 2) è divenuto operativo. Come fa notare il Prof. Bruni in un suo intervento odierno, la scelta di avviare le Considerazioni parlando dei sistemi di pagamento è per sottolineare che il Sistema Europeo delle Banche Centrali non è solo vigilanza e tassi di interesse, ma anche un organismo che permette il corretto funzionamento dei trasferimenti internazionali di liquidità.
Il Governatore in apertura ha aggiunto che nel 2007 è stato costituito l'Istituto Einaudi per l'economia e la finanza, che "ha già riconoscimento internazionale come attivo centro promotore di ricerche teoriche ed empiriche". E ha completato la parte introduttiva delineando sinteticamente come sta avvenendo la tanto attesa riorganizzazione della Banca d'Italia.
Poi la parte più attesa: sintetiche analisi e riflessioni sullo stato attuale della finanza mondiale, della politica monetaria dell'area Euro, dell'andamento dell'economia italiana e della vigilanza bancaria.
Per quanto concerne la finanza mondiale, il Governatore ha spiegato le cause che hanno portato alla recente crisi finanziaria. «Il protrarsi di condizioni macroeconomiche favorevoli, l'abbondante
liquidità, i bassi tassi d'interesse reali, avevano accresciuto la quantità di rischio e il grado di indebitamento che mutuatari, investitori e intermediari erano disposti ad assumersi. Il rapido sviluppo dell'innovazione finanziaria ha ampliato le potenzialità del sistema di moltiplicare il credito rispetto al capitale investito. La capacità degli operatori di valutare e gestire i relativi rischi non ha tenuto il passo». Ha continuato quindi in un dettagliato resoconto degli avvenimenti di un anno fa. Le spiegazioni date dal Governatore coincidono esattamente con quelle date dalla Bis (Bank for International Settlements). Come la Bis infatti, nel 2006 Draghi fece presente che «la percezione del rischio da parte degli investitori poteva mutare in modo repentino, con effetti destabilizzanti». Se però un anno fa il problema maggiore era la quantità di rischio assunta dai singoli operatori finanziari, ora «i maggiori rischi per l'economia mondiale vengono oggi dall'accumularsi di tensioni inflazionistiche e dal possibile accentuarsi del rallentamento americano». In particolare la maggior fonte di problemi attuale è l'aumento dei prezzi dell'energia e di altre materie prime.
Queste tensioni inflazionistiche condizionano «l'orientamento delle politiche monetarie». Draghi ha ricordato però che la politica monetaria della Banca Centrale Europea ha come obiettivo primario la stabilità dei prezzi.
Nonostante l'aumento dei prezzi internazionali, l'attuale forza dell'euro difende il valore dei risparmi dei cittadini. Sottolinea poi che le aziende esportatrici non possono più dipendere da svalutazioni del cambio: queste sono solamente soluzioni effimere. Ciò su cui devono puntare per essere veramente competitive è la produttività. Molti progressi sono stati fatti, ma la produttività media rimane ancora troppo bassa.
Se le imprese devono proseguire nel loro rinnovamento strutturale, così deve fare anche lo Stato negli ambiti di sua competenza. Deve infatti aprire al mercato i servizi pubblici, abbattere le rendite improduttive, riformare la scuola e l'università, adeguare le infrastrutture, moderare la tassazione e rendere più efficace la giustizia.
Ritornando alla tassazione, Draghi ha affermato che «Per ogni 100 euro di costo del lavoro per l'impresa, il prelievo fiscale e contributivo per un lavoratore-tipo senza carichi familiari è pari in Italia a 46 euro. Negli altri paesi dell'area dell'euro il prelievo è in media pari al 43% del costo del lavoro; nel Regno Unito al 34 e negli Stati Uniti al 30». Citando Luigi Einaudi ha sottolineato che è necessario abbassare le aliquote vigenti e diminuire la spinta alla frode.
Sul fronte delle pensioni «un incremento dell'età media di pensionamento, accompagnata da un convinto sviluppo della previdenza complementare, può dare un fondamentale contributo alla riduzione della spesa pubblica».
Commentando poi il federalismo fiscale, ha affermato che esso avrà consenso se aiuterà ad aumentare l'efficienza dell'azione pubblica.
Il Governatore ha concluso l'intervento analizzando il settore bancario italiano. Le banche italiane non sono state colpite dalla crisi finanziaria causata dai mutui subprime grazie ad una limitata esposizione a quei mercati e anche grazie ad una vigilanza delle cartolarizzazioni e regolamentazione efficace.
Nonostante l'efficacia di quest'ultima, ha sottolineato l'importanza di seguire quel cammino virtuoso cominciato con i pilastri di Basilea 2. Sarà inoltre necessario evitare i fenomeni prociclici, chiedendo alle banche di accumulare più capitale in eccesso quando nei mercati sono presenti condizioni favorevoli, che potrà poi essere utilizzato nei momenti di crisi.
Per quanto riguarda la vigilanza, ricorda che «non mancano i problemi aperti», riferendosi alle norme sull'estinzione e sulla portabilità dei mutui, che non sono state tradotte in pratica da parte delle banche.
«il Paese – ha detto Draghi in conclusione – ha desiderio, ambizione, risorse per tornare a crescere».



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