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Economia e Finanza

Caro-benzina: scaduto il bonus fiscale. Cosa cambia per gli automobilisti?

Il primo maggio è decaduto il decreto che scontava di 2 centesimi al litro benzina e gasolio. In questi cinque giorni di vacanze, lo Stato ha già incassato 6 milioni di euro in più. Leggi l’approfondimento di GIUSEPPE CAPPIELLO (Docente di Gestione dei Servizi Pubblici all’Università di Bologna)

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Per il ponte del primo maggio gli italiani hanno speso circa due euro in più per ogni pieno di benzina. Per circa tre milioni di autoveicoli che si sono spostati, questo ha comportato maggiori introiti per circa 6 milioni di euro in soli cinque giorni. Questa è la stima di Adusbef e Federconsumatori secondo cui «è ormai indilazionabile che a fronte dei continui aumenti della benzina e del gasolio che stanno raggiungendo per la loro spesa cifre elevate di oltre 1.700 euro all'anno, si mettano in campo iniziative concrete sia sul versante industriale che su quello fiscale».
«La seconda questione che si pone - hanno spiegato le due associazioni in una nota - è di definire in maniera strutturale “l'accisa mobile” per contrastare gli aumenti automatici della tassazione quando aumenta il prezzo del petrolio. Non dimentichiamo che questo sistema fa incamerare allo stato, per via dell'aumento dell'Iva di due centesimi per la benzina e di quattro centesimi per il gasolio, oltre un miliardo e mezzo di euro all'anno».
Non dimentichiamo che proprio il 1° maggio è scaduto il decreto interministeriale che per due mesi ha garantito uno sconto di due centesimi al litro per benzina e diesel. I tecnici del ministero dello Sviluppo sono tuttavia al lavoro insieme a quelli del Tesoro per predisporre un nuovo decreto per assicurare un altro sconto in maniera tale che l'interruzione del bonus duri il meno possibile. A decidere, in ogni caso, sarà il nuovo governo.
Sul piano industriale, invece, le associazioni dei consumatori ritengono necessario arrivare «rapidamente a un processo di liberalizzazione dell'intero settore immettendo nuovi soggetti imprenditoriali a partire dalla grande distribuzione così come fatto nel resto d'Europa».

(Foto: Imagoeconomica)
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