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ROBIN HOOD TAX/ L’Ue avverte: può essere controproducente nella lotta al caro petrolio

Secondo la commissione europea, la proposta di Tremonti può influire negativamente sugli investimenti nelle estrazioni e nella ricerca di nuovi giacimenti

Petrolio-estrazione_FN1.jpg (Foto)

Sì ad aiuti mirati e temporanei nei singoli Stati membri per venire incontro alle famiglie e alle categorie più colpite e possibile ricorso ad incentivi fiscali per incoraggiare il risparmio energetico: di fronte alle proteste dilaganti in Europa contro il caro-petrolio, Bruxelles corre ai ripari e mette sul piatto una serie di proposte, mentre il prezzo del greggio continua a volare attestandosi su quota 135 dollari al barile.
La Commissione europea, che ha affrontato il problema caro-greggio nella riunione settimanale, mostra comunque cautela, in particolare di fronte ad iniziative di singoli paesi. «Vogliamo essere sicuri che qualsiasi misura adottata sul fronte del caro-petrolio non abbia effetti controproducenti, per esempio sugli investimenti necessari per garantire una fornitura costante anche in futuro», spiega il portavoce Ue Johannes Laitenberger a chi gli chiede un giudizio sulla proposta del ministro Giulio Tremonti di tassare gli utili delle compagnie petrolifere, la cosiddetta Robin Hood tax. Del resto, ha sottolineato, «i costi estrattivi stanno aumentando e gli investimenti per le nuove trivellazioni e le nuove tecnologie sono sempre più elevati».
Nelle proposte che saranno messe nero su bianco in una comunicazione in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 giugno, la Commissione mette anche la revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici e della direttiva "eurobollo" per una maggiore efficienza energetica, ma non esclude neppure il ricorso ad incentivi fiscali «compresa la riduzione delle aliquote iva» per spingere a risparmiare energia.
Bruxelles inoltre riferirà sul funzionamento dei mercati del petrolio e dei prodotti petroliferi in occasione del riesame del settore dell'energia e annuncia proposte sulla trasparenza delle scorte petrolifere commerciali entro la fine dell'anno. L'esecutivo Ue intende anche sostenere l'organizzazione di un vertice mondiale che riunisca i principali paesi produttori e consumatori di petrolio.

(Foto: Imagoeconomica)
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