BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

CARO PREZZI/ Esiste un modo per risparmiare?

Gli italiani si trovano di fronte a spese crescenti per beni alimentari ed energetici 

Pensionato-portafoglio_FN1.jpg(Foto)

Il prezzo del petrolio che continua a salire e l'inflazione che cresce ogni mese a livello europeo sembrano non dare scampo alle famiglie italiane, alle prese con spese sempre più alte.
Per i beni energetici si parla infatti di nuovi aumenti delle bollette a partire da luglio, con rincari che peseranno per 57 euro in più all'anno per famiglia. Senza dimenticare che il prezzo del greggio influisce anche sul “pieno” alle stazioni di servizio per le automobili.
Cercare di alleviare questa situazione non è facile, ma il governo ha già in mente alcune misure da discutere domani in Consiglio dei Ministri. 
Claudio Scajola, Ministro per lo sviluppo economico, ha già annunciato che si prenderanno provvedimenti per liberalizzare il settore della distribuzione dei carburanti, aprendo alla vendita di benzina nei supermercati. Più in generale, il governo ha comunque in mente di portare avanti le liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, con la speranza che queste portino benefici alle tasche degli italiani.
Più in prospettiva, l'esecutivo affronterà anche il tema energetico, approntando il piano per reintrodurre centrali nucleari nel nostro Paese. Se tutto andrà secondo i piani, i benefici si vedranno tra qualche anno.
Nell'attesa, va comunque segnalato che non sono solo i beni energetici a “colpire” i portafogli degli italiani, ma anche quelli alimentari, ben più essenziali.
Scorrendo le pagine del Corriere di oggi, salta all'occhio un piccolo trafiletto in cui si fa notare come l'aumento dei prezzi non sia stato molto forte per gli alimentari “non lavorati” (frutta, verdura, carne e pesce), mentre per i cibi “lavorati” (pasta, biscotti, pane, ecc.) abbia raggiunto una crescita superiore al 6%.
A questo punto, il giornalista si pone un interessante interrogativo: non sarà che i gruppi alimentari prendono l'allarme caro-cibo come scusa per alzare i margini, dando la colpa alla “globalizzazione”?
Legittimo sospetto, anche perché il consumatore finale non può molto di fronte a un prodotto venduto sullo scaffale. Può solo cercare quello più conveniente...
In attesa di tempi migliori, non resta dunque che andare a caccia delle offerte.

(Foto: Imagoeconomica)
 
© Riproduzione Riservata.