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Economia e Finanza

CARO ENERGIA/ Bollette più care: 57 euro in più all'anno. È solo colpa del caro petrolio?

A partire dal primo luglio si prevedono rincari del 4,6% per il metano e del 2,2% per l'elettricità. Da fine 2004 si registra un aumento della spesa per le famiglie, su base annua, di 400 euro. Leggi il commento di MARIO SAPORITI, Presidente di Utilità Spa

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Non bastava l'inflazione alle stelle: nuovi aumenti sono in arrivo dal primo luglio anche per le bollette di luce e gas, per cui si prevede un incremento nel prossimo semestre di 57 euro su base annua.
A spingere in alto i costi di luce e gas è il caro petrolio. Secondo le prime stime di Nomisma Energia, in attesa dell'aggiornamento trimestrale che l'Authority dovrà comunicare entro fine mese, il metano registrerà un aumento del 4,6%, che significa 47 euro in più l'anno per la famiglia “tipo”. Per la luce invece si parla di un incremento del 2,2%: dunque un impatto annuo più contenuto, di 10 euro, che però si va a sommare ai 47 euro del gas. 
Per Alessandro Ortis, presidente di Nomisma Energia, il rincaro del greggio è molto preoccupante, anche per i suoi riflessi sul costo dell'energia: «È un terremoto che rischia di distruggere anche i vantaggi iniziali delle prime liberalizzazioni e i benefici per i consumatori derivanti da una continua riduzione delle tariffe amministrate dall'Autorità, come trasporto e distribuzione».
Ma si tratterebbe solo dell'ennesimo di una serie di rialzi che affliggono le famiglie italiane: dall'inizio del 2005, infatti, gli aumenti su base annua per ogni nucleo famigliare sono quantificabili in quasi 400 euro se si confrontano i livelli tariffari attesi per il prossimo primo luglio con quelli in vigore alla fine del 2004. In particolare, dall'inizio del 2008 la corsa al rialzo non ha trovato ostacoli: se il primo trimestre ha visto un aumento del 3,8% per la luce e del 2,8% per il gas, ad aprile si sono registrati picchi rispettivamente del 4,1% e del 4,2% in più.
E sarebbe potuto andare anche peggio, se la moneta europea non fosse rimasta forte: «Se non ci fosse stata la debolezza del dollaro, valuta di riferimento dell'interscambio petrolifero – spiega l'esperto di Nomisma Energia, Davide Tabarelli - avremmo avuto degli aumenti ben superiori a quelli stimati per il prossimo trimestre». E aggiunge: «Purtroppo su tutto il 2008 si faranno sentire i record del greggio». Infatti gli aggiornamenti trimestrali si basano sulle medie dell'andamento delle materie prime dei 6 mesi precedenti per l'elettricità e sui nove mesi antecedenti per il gas.

Foto: Imagoeconomica

 
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